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L'arco di Palmira nel cuore di Trafalgar Square

Londra, tecnici al lavoro per collocare la replica dell'Arco di Trionfo di Palmira a Trafalgar Square

Londra. La memoria di Palmira rivive nel cuore di Londra: una replica dell’arco trionfale distrutto dall’Isis durante l’occupazione dell’antica città siriana è stata eretta a Trafalgar Square, dove rimarrà per tre giorni prima di essere trasferita a Dubai, New York e, infine, quando sarà possibile, Palmira.
Si tratta di una riproduzione in scala dell'originale, realizzata in marmo egiziano dalla TorArt a Carrara con l'ausilio della stampante 3-D italiana D-Shape sulla base di fotografie, grazie al contributo dell'Institute of Digital Archaeology di Oxford (Ida).
Edificato duemila anni fa, l’arco del tempio di Bel è infatti inserito nel programma «The Million Image Database» che, promosso dall’Ida col patrocinio Unesco, ha come obiettivo la documentazione fotografica dei siti a rischio in Medio Oriente e Nord Africa. «I monumenti, personificazioni della storia, la religione, l'arte e la scienza sono importanti e complessi depositari di narrazioni culturali, ha detto il direttore dell'istituto di Oxford Roger Michel, e nessuno dovrebbe pensare, nemmeno per un secondo, di concedere ai terroristi il potere di cancellarli dalla memoria collettiva».

Ci sono volute sei ore per assemblare l’arco, inaugurato sullo sfondo della National Gallery dal sindaco di Londra Boris Johnson. «I jihadisti e le altre organizzazioni terroristiche, ha commentato il primo cittadino, cercano di distruggere la democrazia e fare tabula rasa della storia con terribili attentati e omicidi in tutto il mondo. Sono molto orgoglioso che l’Ida abbia portato a Londra la prima ricostruzione in scala monumentale dell’arco. Un atto contro la violenza e per diffondere l’esperienza di quest’opera insostituibile con più persone possibili. Antichità come l’arco di Palmira appartengono all’umanità ed è imperativo che tutti noi ci adoperiamo per salvaguardare il nostro patrimonio comune».

Giunto a Londra anche il direttore delle Antichità e i musei siriani Maamoun Abdulkarim, che nelle ultime settimane ha rivolto numerosi appelli alla comunità internazionale affinché il progetto per riportare Palmira alla gloria del passato sia trattato come una «missione globale». L’antica città carovaniera, patrimonio mondiale dell’Unesco, è stata rinconquistata lo scorso marzo dall’esercito siriano con l’appoggio dell’aviazione russa, dopo essere stata nelle mani dei jihadisti per quasi un anno.

Mentre Londra rendeva il suo omaggio a Palmira, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha presentato al Parlamento europeo di Bruxelles la task force
Unite4Heritage, nata con la firma dell’accordo con il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova, il 16 febbraio alle Terme di Diocleziano a Roma. Obiettivo dei «caschi blu della cultura» è salvaguardare il patrimonio delle aree di crisi, stimare i danni, pianificare le operazioni di salvaguardia, oltre a formare il personale locale, fornire assistenza tecnica e contrastare il traffico illecito. «Saremo pronti a intervenire quando l’Unesco ce lo chiederà, perché se il patrimonio è dell’umanità è giusto che sia la comunità internazionale a mobilitarsi», ha detto Franceschini auspicando che anche «altre forze da altri Paesi si uniscano agli uomini messi a disposizione dall’Italia».

di Margherita Criscuolo, edizione online, 19 aprile 2016


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