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Art Fiction


Cinema e arti in festival alla Triennale di Milano

«Pierrot Lunaire», di Katja Noppes e Massimo Kaufmann, Italia, 2016, 33’

Milano. Dal 10 al 14 maggio si tiene al Teatro dell’Arte della Triennale «Cinema &Arti», il festival, giunto alla VI edizione, che indaga i rapporti tra cinema e arti proposto dall’Accademia di Brera, curato da Francesca Alfano Miglietti, Laura Lombardi, Elisabetta Longari, e realizzato, già dallo scorso anno, insieme al C.R.T., Centro Ricerche, Milano, con la collaborazione dello storico Festival Artecinema di Napoli, a cura di Laura Trisorio.
Una vera e propria maratona di film (32 ore di proiezioni in cinque giorni con opere provenienti da sette Paesi: Stati Uniti, Italia, Francia, Austria, Germania, Inghilterra, Svizzera), produzioni recenti, perlopiù inedite o quasi inedite per l’Italia, che svelano la potenza del cinema quale strumento di indagine e di interpretazione delle espressioni artistiche del mondo contemporaneo. Rispetto alle precedenti, questa edizione ha tuttavia una fisionomia propria, in quanto estende la riflessione alle interrelazioni del cinema con altri linguaggi, diversi ambiti creativi oltre a quello delle arti visive: il teatro, l'architettura, il design, la letteratura, la musica, la danza, con l’apporto, per quest’ultima, di Cro.me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo, il centro per la raccolta e la promozione di documentazione video sulla danza curato da Enrico Coffetti.

La programmazione alterna quindi documentari su miti del Novecento come Man Ray, ad altri su artisti contemporanei come Jan Fabre, Bill Viola, Marina Abramovic, Anish Kapoor o Jeff Koons o sul gruppo di artisti egiziani dissidenti («Art war» di Marco Wilms); ma vi sono anche film bizzarri come quello dedicato all’esplorazione della genesi della penna Bic («The Bic cristal»di Daniel Shirman). E per la danza e il teatro si va da nomi consacrati come Trisha Brown o Merce Cunningham a espressioni più sperimentali; si segnala ad esempio l’anteprima assoluta del «Pierrot Lunaire», il film liberamente ispirato all’opera musicale di Arnold Schoenberg, realizzato dalla coppia di artisti Katja Noppes e Massimo Kaufmann in stop-motion, assemblando materiale video e fotografico, pittura e scultura, con l’utilizzo di marionette giocattolo del Teatrino Magnetico. Ma anche, ospite in contemporanea dell’edizione 2016 del Festival di Cannes, «L’amante del cervo», primo lavoro scritto e diretto da Carmelo Brustia. Notevole è poi «Shirley: Visions of Reality» del regista austriaco Gustav Deutsch: più che un documentario si tratta di un vero e proprio film d’arte, racconto per immagini della vita di una donna americana vissuta nel secolo scorso, che è anche quello della storia degli Stati Uniti di quei decenni, attraverso le scene ricreate di tredici quadri di Edward Hopper.

Apre la rassegna il documentario che ripercorre, anche tramite immagini del backstage, la realizzazione della mostra «Brera in contemporaneo», curata dal Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell'Accademia di Brera in occasione dell’Expo, nell’estate 2015, che vide la Pinacoteca di Brera accogliere, per la prima volta, l’arte contemporanea, con le installazioni di Garutti, Kounellis, Fabro e Paolini. La sigla in apertura di ogni giornata del festival è realizzata da Valeria Ferrari, ex allieva di Paolo Rosa (Studio Azzurro) a Brera.

Il programma è consultabile sul sito: http://www.triennale.org/teatro/cinema-e-arti/

edizione online, 5 maggio 2016


  • «Shirley: Visions of Reality», di Gustav Deutsch, Austria, 2013, 92’

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