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Dear Sir


Quali libri vende Palazzo Venezia

Allarmante la notizia uscita sul Giornale dell'Arte online del 10 maggio 2016 http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2016/5/126116.html
Allarmante se fosse vera poiché disegnerebbe un quadro devastante delle Biblioteche Pubbliche Statali del Mibact, ma ancor più allarmante è il fatto che viene pubblicata su un giornale online di un certo prestigio una notizia totalmente falsa e infondata.  

La Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma, sita in Palazzo Venezia, è una delle Biblioteche Pubbliche Statali normate dal Dpr 417 del 1995 all'interno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e mai potrebbe alienare alcuna parte del proprio patrimonio librario pubblico che si configura come bene culturale inalienabile.
Evidentemente l'esimio Gigliotti è disinformato e confonde la Biasa con la biblioteca interna dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte (Inasa, Ndr) che, oggi, è istituto privato. Questa gravissima confusione merita immediata rettifica da parte del giornalista e della testata. Tale rettifica e le relative scuse alla Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte e al  Mibact, per  il grave danno di immagine subito, dovranno comparire con ancora maggiore evidenza della stessa falsa notizia.


ll Direttore
Dott.ssa Aurora Raniolo



Risponde l'autore dell'articolo:
Una comunicazione fuorviante proveniente dall’Inasa (Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte) ci ha fatto credere che la Biasa (Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte), istituzione che ha sede come l'Inasa in Palazzo Venezia a Roma, vendesse parte del suo immenso patrimonio librario. 
L'equivoco è stato determinato dal fatto che nei loro siti web ufficiali l’Inasa e la Biasa sono presentate come istituti organicamente correlati e storicamente sviluppati come un tutt’uno, anche se dal 1995 giuridicamente distinti.
Il sito della Biasa, ad esempio, spiega che «nel 1918, per iniziativa di Corrado Ricci (…) viene fondato l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte , (…) al quale viene destinata la Biblioteca (Biasa, Ndr). Nel 1922 la Biblioteca (Biasa, Ndr) è assegnata ufficialmente all'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte e trova la sua sede definitiva nelle sale del piano rialzato di Palazzo Venezia (quello della Biasa, Ndr)».
La comunicazione, datata 9 maggio 2016, che ha ingenerato l'equivoco recitava così: «L’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte propone una vendita straordinaria di libri, il cui ricavato andrà a sostegno di attività di studio, ricerca e per lavori di restauro». Forse sarebbe stato meglio specificare che i libri destinati alla vendita sono parte di un fondo specifico dell’Inasa  che possiede una sua propria biblioteca che non è la Biasa. La «falsa notizia» infatti, di cui parla la Direzione della Biasa, è notizia logicamente desunta, in buona fede, da una comunicazione che non specificava di quale delle due biblioteche di Palazzo Venezia si trattasse. Di ciò si chiede scusa alla Biasa e ai lettori, auspicando per il futuro una chiarezza informativa che deve partire in prima istanza dalle istituzioni.

Guglielmo Gigliotti

di Aurora Raniolo, edizione online, 12 maggio 2016


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