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Gli amboni istoriati in Toscana, un convegno in cinque città

Pistoia, chiesa di san Giovanni Forcivitas, foto Antonio Quattrone

Barga (Lu), Pisa, Pistoia, Siena e Firenze. Come mai in Toscana, tra i secoli XII e XIV, i pergami (amboni) usati per la proclamazione della parola divina divennero luoghi di visualizzazione scultorea? E quali rapporti abbia una simile innovazione con la spiritualità del tempo, e in particolar modo con san Francesco, con la predicazione e con le prime manifestazioni europee del teatro popolare?

Questi saranno i temi affrontati dal convegno internazionale sugli amboni istoriati in Toscana, «E la Parola si fece bellezza», che prende il via da Barga (Lucca), e si svolgerà in cinque città toscane: oltre a Barga (Duomo, 19 maggio), Pisa (Auditorium G. Toniolo, piazza Arcivescovado, 20 maggio), Pistoia (Sala sinodale dell’ex Palazzo dei Vescovi, Piazza del Duomo, 21 maggio), Siena (piazza del Duomo, 27 maggio) e Firenze ( Centro di Arte e Cultura, Opera di Santa Maria del Fiore, 28 maggio).

Promosso dal Centro Ecumenico di Arte e Spiritualità Mount Tabor, insediato a Barga nel 2013 per iniziativa della statunitense Community of Jesus, una famiglia monastica protestante, in collaborazione con le autorità ecclesiastiche cattoliche delle città interessate  (Propositura di San Cristoforo di Barga, Opera della Primaziale Pisana, Diocesi di Pistoia, Opera della Metropolitana di Siena, Arcidiocesi di Firenze, Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, Facoltà Teologica dell’Italia centrale), il convegno coinvolge 16 tra storici dell’arte e teologi, 4 diocesi e 3 antiche fabbricerie.

È l’occasione per riscoprire capolavori di scultura medievale, realizzati da artisti celebri quali Nicola e Giovanni Pisano, ma anche da collaboratori come il grande architetto, scultore e urbanista Arnolfo di Cambio che, formatosi nella bottega di Nicola Pisano, lavora da giovane alla realizzazione dell’ambone per il Duomo di Siena e poco dopo, nel 1270, in quello della chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia.
I pulpiti giunti a noi sono dei veri sopravvissuti perché come scrive Guido Tigler, autorità in materia e relatore al convegno, «la strage dei pulpiti romanici inizia nel 1560 per mano del Vasari che sembra essere stato l’artefice anche dello smembramento di quello di San Piero in Scheraggio a Firenze, dal quale si credeva che avesse parlato Dante»; una strage che prosegue negli anni a cavallo tra il Cinque e Seicento e si protrae nel secondo Seicento e Settecento, con sempre le stesse esigenze «dettate dalle nuove esigenze liturgiche della controriforma, costituisce un "impedimento" alla vista dell’altar maggior da parte del popolo».

Parti dei pulpiti sono spesso state riusate come materiale edilizio o depositate in qualche luogo e poi nei secoli vendute nel mercato antiquariale. Ogni tappa del convegno sarà accompagnata alle ore 21.00, da «Quem Quaeritis» titolo di una rappresentazione liturgica medievale in uso fare durante il periodo pasquale, e da cui trae origine il teatro medievale. Lo spettacolo, a cura della compagnia teatrale statunitense Elements, si terrà nel Duomo di Barga, nel Camposanto di Pisa, nella piazza San Bartolomeo a Pistoia, nella piazza del Duomo a Siena e nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Si segnala inoltre la visita guidata ai più importanti amboni istoriati di Pistoia (21 maggio, ore 15.00, ritrovo davanti alla Chiesa di Sant’Andrea). Tutte le iniziative sono a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. Per informazioni: www.mounttabor.it.

Laura Lombardi, edizione online, 18 maggio 2016


  • Barga, ambone del Duomo di Guido da Como, foto Antonio Quattrone
  • Pisa, ambone del Battistero di Nicola Pisano, foto Antonio Quattrone

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