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Basilea

Il mercato è più «obiettivo»

Ad Art Basel un Matisse da 13 milioni e la riscoperta della fotografia

Cindy Sherman Untitled #578, 2016 dye sublimation metal print, 132,4 x 126 cm Courtesy of the artist and Metro Pictures

Basilea (Svizzera). La 47ma edizione di Art Basel (16-19 giugno), compressa tra una settimana di aste di scarso volume a New York e un’altra dalle analoghe aspettative a Londra, si apre in un mercato dal clima molto diverso rispetto all’anno scorso. Gli organizzatori ritengono che questo potrebbe andare a favore delle opere presentate dai 284 espositori. «In un mercato dove ci si fanno sempre più domande, i mercanti sono consapevoli della necessità di dover portare solo opere di serie A», spiega Marc Spiegler, direttore della fiera.

I galleristi, che quest’anno si aspettano un maggior numero di curatori tra i visitatori della fiera, visto che l’11 giugno apre a Zurigo Manifesta, tengono le opere migliori di arte moderna e contemporanea per Art Basel. Nella sezione principale questo si traduce in una maggiore qualità dei loro programmi piuttosto che in rivelazioni sensazionali, cosa più probabile nella sezione «Unlimited», che presenta opere di grandi dimensioni. Bernard Jacobson, la cui importante rassegna «Bonheur de vivre» ha chiuso a Londra alla fine di maggio, porta in fiera una versione ridotta della mostra, con un’opera di Henri Matisse a 13 milioni di euro. La Metro Pictures, che ha appena inaugurato la prima personale newyorkese di Cindy Sherman dal 2012 (fino all’11 giugno), propone parte delle sue opere (a prezzi tra 220mila e 335mila euro). La fotografia, un medium che non ha mai davvero trovato un posto di rilievo nel mercato di alto livello, è sempre più apprezzata. La galleria di Edwynn Houk, specializzata in fotografia vintage, porta opere di artisti classici come László Moholy-Nagy (1895-1946), una cui  retrospettiva è in corso al Guggenheim di New York fino al 7 settembre. La berlinese Nagel Draxler propone opere del duo Clegg & Guttmann, che rinnovano la ritrattistica barocca del Nord nelle loro foto («Artist and Models» del 1986, che comprende lo scomparso artista tedesco Günther Förg, è valutata 32mila euro). Nel frattempo tra i visitatori di Art Basel vi sono sempre più fotografi, un aspetto che gli organizzatori della fiera non trascurano. Un’opera che sarà sicuramente un successo su Instagram quest’anno è la commissione per Messeplatz, «Zome Alloy» di Oscar Tuazón, una casa di famiglia aperta al pubblico che sembra uscita direttamente dal set di «Guerre Stellari».
«Art Parcours», che colloca 19 opere site specific in giro per la città, mette in scena giovani artisti ed è organizzata da Samuel Leunberger, direttore dello spazio svizzero Salts. Tra gli artisti di questa edizione il finalista al Turner Prize Michael Dean, le cui sculture saranno affisse a lampioni nella stretta via Rheinsprung, che conduce alla cattedrale di Münsterplatz. Le italiane ammesse sono Artiaco, Continua, Massimo De Carlo, Galleria dello Scudo, A arte Invernizzi, kaufmann repetto, Magazzino, Giò Marconi, Franco Noero, Christian Stein, Massimo Minini, Tega, Tucci Russo e Zero. Nella sezione «Features», dedicata ad artisti storicizzati, Tornabuoni presenta Salvatore Scarpitta, mentre Lia Rumma propone una personale di Ettore Spalletti.

Melanie Gerlis, da Il Giornale dell'Arte numero 365, giugno 2016


  • Ding Yi al lavoro su «Appearance of Crosses», 2016, particolare. ShanghART Gallery, Waldburger Wouters

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