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Riappare in Connecticut una natura morta di Gauguin

Autenticata dal Wildenstein Institute di Parigi se ne erano perdute le tracce da decenni. Andrà all'asta il 29 giugno

Paul Gauguin, 1848-1903, «Fleurs d'Eté dans une gobelet»,  1885. Stime: 800mila -1,2 mln di dollari

Litchfield (Connecticut, Stati Uniti). Una natura morta floreale di Paul Gauguin, rimasta appesa per trent'anni nell'abitazione di un ignaro antiquario di Manhattan, è stata riscoperta da una casa d'aste del Connecticut. Autenticato dal parigino Wildenstein Institute, il dipinto, secondo la specialista di Gauguin Sylvie Crussard è proprio la natura morta con fiori estivi in un bicchiere presente nel catalogo ragionato dell'artista e da tempo perduta. L'opera sarà venduta all'asta il 29 giugno da Litchfield County Auctions, con una stima tra 800mila e 1,2 milioni di dollari.

Dopo la consegna del dipinto non identificato alla Litchfield County Auctions, uno specialista della casa d'aste ha notato sul retro un'etichetta di Sotheby's  su cui era riportato il nome di Paul Signac. Troppo grande per la tela che conteneva,  però, la cornice probabilmente era stata riciclata dopo essere stata utilizzata per un'opera di Signac. Il fondatore della Litchfield, Weston Thorn ha poi individuato sul dipinto, in basso a destra, il monogramma «PG», identificandolo come Gauguin.

La natura morta corrisponde a un dipinto presente nel catalogo ragionato di Gauguin pubblicato da Wildenstein nel 2002 dov'è elencato col n. 172. Nel volume l'opera è illustrata con una fotografia in bianco e nero scattata a New York negli anni Quaranta, circostanza che rendeva difficoltoso il riconoscimento dei fiori che vi erano raffigurati. Osservando l'immagine a colori del dipinto invece si distinguono innazitutto dei papaveri; il grande bocciolo al centro potrebbe essere un lupino e i fiorellini blu probabilmente fiordalisi, tutti fiori che sbocciano a giugno o luglio.

Il catalogo Wildenstein data il dipinto al 1885 su basi stilistiche, includendolo in un nucleo di opere che l'artista dipinse in Danimarca. Gauguin rimase a Copenaghen con la moglie Mette fino alla fine di giugno, per poi lasciare la città in seguito a diverbi con la famiglia di lei. Dopo un paio di giorni a Parigi, il pittore passò l'estate a Dieppe. I fiori sono con più probabilità fiori di Dieppe che di Copenaghen e l'immagine a colori del quadro sembra proprio indicare che l'opera venne dipinta in Francia. A Dieppe Gauguin dipinse altre due nature morte, di dalie e di primule. I tre mesi che il pittore trascorse nella città normanna rappresentano il capitolo più misterioso nella sua carriera. Non è chiaro dove alloggiasse, sappiamo però che conosceva una donna inglese proprietaria di un castello. Gauguin sostiene anche di aver fatto in quel periodo un breve viaggio a Londra per incontrare un rivoluzionario spagnolo.

La natura morta ora ritrovata venne venduta probabilmente dopo la morte dell'artista. Il mercante parigino Ambroise Vollard nel suo diario scrive che nel 1907 comprò da Mette un quadro di «fiori blu», in seguito passato, a quanto risulta,  a un non meglio identificato collezionista di Parigi. Nel 1950 il dipinto viene acquistato da un newyorkese, Gilbert S. Kahn, nipote del collezionista e diplomatico Walter Annenberg. L'anonimo antiquario di Manhattan che ha consegnato a Litchfield County Auctions il dipinto lo aveva acquistato a sua volta a metà degli anni Ottanta come opera senza una specifica attribuzione. Lo ha tenuto per tanti anni nel suo appartamento semplicemente perché lo trovava bello.

Martin Bailey, edizione online, 16 giugno 2016


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