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Rubens trionfa a New York

Alle aste di arte antica premiata l'eccellenza

Peter Paul Rubens, «Scipione l’Africano accolto in trionfo fuori dalle mura di Roma»

New York. A conclusione di un’intensa settimana per gli amanti dell’arte antica, sia le aste sia le mostre commerciali newyorkesi hanno dimostrato come il mercato si muova velocemente verso i maestri e le opere migliori di nomi meno noti, ma anche come stia crescendo il divario tra i pezzi di vera eccellenza e tutto il resto.

L'asta di disegni antichi del 24 gennaio ha fruttato a Christie’s 6,2 milioni di dollari (5,8 milioni di euro) diritti compresi, con 127 lotti venduti, registrando un netto un miglioramento rispetto ai 3,2 milioni di dollari raccolti lo scorso anno da 131 lotti. Di recente la casa d’aste si è assicurata, in qualità di responsabile internazionale per i disegni antichi a Parigi, l’ex curatore del Metropolitan Museum of Art Stijn Alsteens e il suo ex collega del Met ed esperto di disegni italiani, Furio Rinaldi, che ora dirige il dipartimento a New York come specialista associato.
Non c'è da stupirsi quindi che metà dei dieci top lot nelle vendite di questa settimana siano di artisti veneziani, tra i quali Guardi, Tiepolo e Piazzetta. Il 25 gennaio Christie’s ha anche tenuto la sua prima vendita di stampe antiche a New York dopo 15 anni contribuendo con 4,3 milioni di euro al totale della settimana.
La versione di Peter Paul Rubens di un’opera di Giulio Romano, «Scipione l’Africano accolto in trionfo fuori dalle mura di Roma», in gesso nero, penna e inchiostro con rialzi in colore, ha più che raddoppiato le stime (470-650mila euro) con un prezzo finale di 1,46 milioni di euro, mentre un paesaggio di Goya con un cacciatore e il suo cane (560-740mila euro) ha toccato quota 1,03 milioni di euro.
Più sorprendente è stata la performance di un piccolo acquarello di Edward Coley Burne-Jones, «La Natività» che, a fronte di una stima massima di 23mila euro, è stato aggiudicato per 321mila. «Sembra un rilievo in bronzo, osserva Alsteens, riferendosi al modellato delle figure. Quando io e i miei colleghi l’abbiamo visto abbiamo subito pensato a Henry Moore»: si spiega così, forse, l’interesse che  la sala gli ha tributato.

Master Drawings (fino al 28 gennaio) è una mostra coordinata di opere su carta presso le gallerie del 24 Upper East Side, con l'apporto di specialisti provenienti da Londra, Firenze, Parigi e Vienna. I pezzi datano dal Trecento alla fine del Novecento, a riprova di quanto possa  estendersi la categoria delle opere di «maestri». Accanto a fogli di Bassano (esposti da Christopher Bishop), Vasari (da Didier Aaron), Guercino (da Day & Faber), e Delacroix (da Stephen Ongpin), figuravano i più recenti Reginald Marsh, Jean Cocteau e David Hockney. Comune denominatore: la freschezza.
David Tunick di New York ha tirato fuori dalla cassaforte una serie di disegni della Secessione viennese assenti dal mercato da 37 anni; tra questi figurava lo schizzo di un ritratto di donna a matita blu  di Gustav Klimt, venduto a un nuovo cliente.

La richiesta di nuove scoperte era lampante all’asta serale di dipinti antichi di Sotheby’s (nel 2015 Christie’s ha deciso di spostare la sua omologa ad aprile). Dopo una vendita di disegni da 4,2 milioni di euro, guidata da un paesaggio lacustre svizzero di J.M.W. Turner (aggiudicato per 710mila euro), la sera del 25 gennaio, Sotheby’s ha presentato un'asta di dipinti (e una scultura) incentrata sulle scuole spagnola e italiana che ha totalizzato 25,4 milioni di euro, diritti compresi. Nonostante una spruzzatina di prezzi elevati, la percentuale di venduto si è fermata a poco più della metà: hanno trovato un compratore34 lotti su 55 . Al vertice, un Rubens di recente attribuzione, «Studio di cavallo e cavaliere» (stime 930mila-1,4 milioni), databile alla prima decade del Seicento. Lo schizzo a olio su tela, a riprova della velocità di mano di Rubens, precedentemente occultato da ridipintura, probabilmente era stato realizzato per la sua bottega, in un momento di esplosione, delle commesse come ausilio per le copie. Il catalogo riportava che «storicamente l’estetica del non finito è stata molto meno apprezzata di quanto non lo sia oggi»; il compratore evidentemente l'ha apprezzata, facendo salire il prezzo fino a 4,76 milioni di euro.

Due record d’artista sono poi stati stabiliti per nomi meno conosciuti. Uno stupefacente ritratto caravaggesco di Adam de Coster, «Giovane donna con conocchia e candela accesa» (stime da 1,4 a 1,9 milioni di euro), ha raggiunto i 4,53 milioni, e «Allegoria di Flora» di Willem Drost, 1650 ca (stime 370-560mila euro), è stato conteso da sei partecipanti che ne hanno fatto lievitare il prezzo a 4,3 milioni. Ma a «sgonfiare» il totale potenziale hanno contribuito varie opere proposte con stime elevate e rimaste invendute, tra cui un dipinto, raro per il mercato, di Francisco de Zurbarán e una natura morta attribuita a Velázquez.
«Non abbiamo venduto tutto quello che avremmo voluto», ammette Christopher Apostle, capo dipartimento dei dipinti antichi di Sotheby’s. «I compratori si stanno dimostrando particolarmente selettivi». Ma, aggiunge, «se un quadro è molto, molto buono, il nome diventa meno importante».

È proprio così? Nel corso della settimana mercanti, specialisti e curatori tutti hanno sottolineato l’importanza del clamore generato da una nuova scoperta o riattribuzione. Con il recente acquisto da parte di Sotheby’s della società specializzata in analisi scientifiche Orion Analytical, la frequenza di queste scoperte, o declassamenti di attribuzione, nella categoria della pittura antica potrebbe cambiare drasticamente.

di Sarah P. Hanson, edizione online, 31 gennaio 2017


  • Peter Paul Rubens, «Studio di cavallo e cavaliere»

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