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Musei


A Modena nasce Mav, la Fondazione per le arti visive

In un unico ente riunite Fondazione Fotografia, Galleria Civica e Museo della Figurina. Direttrice è Diana Baldon

Gino Lugli, Presidente Fondazione Modena Arti Visive. Foto © Serena Campanini

Modena. Dando vita alla Fondazione Modena Arti Visive (Mav), Modena tenta una operazione complessa e rara nel campo della gestione dei beni culturali. A dirigerla sarà la storica dell’arte e curatrice Diana Baldon, mentre la presidenza è stata affidata al manager Gino Lugli, ex amministratore delegato della Ferrero spa di Alba (Cn), indicato dal Comune di Modena e condiviso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. L’operazione, voluta appunto dall’ente locale e dall’ente di origine bancaria, dà un «vestito» privato alla gestione di due musei pubblici  (i civici Galleria Civica e Museo della Figurina) insieme all’ex ente strumentale di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Fondazione Fotografia.
La nuova struttura di gestione avrà un costo iniziale vicino ai due milioni di euro (gli enti non hanno fornito con precisione la suddivisione della cifra) e vi lavoreranno inizialmente 27 persone suddivise a metà tra quelle con contratto pubblico e quelle con contratto privato. Dovrebbe, in questo modo, arrivare anche un cartellone comune delle iniziative dei musei coinvolti anche se al momento della presentazione la direttrice Baldon su questo punto ha glissato. Qualche osservatore ha anche rilevato il «peso» che i due enti hanno dentro la nuova struttura cui sono conferiti i patrimoni delle amplissime collezioni di disegni, fotografie, figurine, senza ovviamente trasferirne la proprietà.

La Fondazione Mav nasce dalla trasformazione dello statuto di Fondazione Fotografia, in cui il Comune aveva una posizione di minoranza. I membri del Consiglio di amministrazione sono quattro (Martina Bagnoli, Luigi Benedetti, Paolo Credi, Daniela Goldoni) oltre al presidente Lugli: i primi due li ha scelti la Fondazione ex bancaria, gli altri il Comune mentre Lugli è stato scelto dall’amministrazione comunale e ratificato dalla Fondazione. Per contro la neodirettrice Baldon è una figura legata alla Fondazione Cassa di Risparmio che nel giugno scorso l’ha nominata a capo di Fondazione Fotografia. Sul lungo percorso, tre anni, che ha portato al nuovo ente incidono anche altri due fatti. Il Comune, dopo le dimissioni del 19 dicembre 2014 di Marco Pierini, non ha mai sostituito il direttore della Civica seguendo un diverso iter rispetto a Fondazione Fotografia che invece nel giro di pochi giorni all’inizio dell’estate ha sostituto l’ex Filippo Maggia appunto con la Baldon. L’anno scorso, proprio per la scelta del direttore della nuova Fondazione Mav, il Comune aveva attivato una gara ad evidenza pubblica, con una commissione (presieduta da Luigi Benedetti poi finito nel Cda) che aveva individuato quattro potenziali direttrici: Diana Baldon, Chiara Bertola, Ilaria Bonacossa e Caterina Riva. Percorso pubblico poi inficiato dalla scelta di Fondazione Fotografia di «appropriarsi» della Baldon rendendo di fatto inutile il percorso pubblico.

Ieri a Modena sono intervenuti i nuovi responsabili. «L’ambizione e l’energia scaturite da questo progetto, ha commentato la Baldon, s’inseriscono in vicende locali dal carattere pionieristico che intrecciano la storia della Galleria Civica, uno dei centri d’arte più avanzati nella scena dell’arte contemporanea in Italia, con quella della mitica casa automobilistica Ferrari. Sento una grande responsabilità nell’ereditare un’istituzione dalle prospettive e potenzialità di distinguersi oltre i confini nazionali, pur rimanendo convinta dell’importanza di cooperare il più possibile con altre istituzioni culturali». E il presidente Lugli ha chiosato: «Disporre di tre importanti realtà e poterne unificare la governance è una grande opportunità quando si vuole allargare il proprio orizzonte e misurarsi con un panorama internazionale».

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  • Diana Baldon, Direttrice Fondazione Modena Arti Visive. Foto ©  Johan Bävman

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