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Cinque paia d'occhi

Nella sede veneziana della Galleria Alberta Pane sguardi incrociati sulla realtà

João Vilhena, L' Amour des corps, 2017, piombo su carta, 140 x 100 cm

Venezia. La Galleria Alberta Pane dopo «Le Désir», la mostra con cui, in concomitanza con la Biennale d’Arte, è stata inaugurata la sua sede veneziana, propone sino al 23 dicembre «Les yeux qui louchent». Ai cinque artisti prescelti (Igor Eškinja, Croazia; Fritz Panzer, Austria; Michele Spanghero, Italia; Manuela Sedmach, Italia, João Vilhena, Portogallo) il curatore Daniele Capra chiede un approccio analitico «altro» nell’osservazione della realtà: uno sguardo che, travalicando l’insufficiente punto di vista frontale, vi si soffermi, s’intersechi, diverga, per darne plurime letture così come il verbo «loucher» (letteralmente «adocchiare» ma anche «l’essere strabico»), nelle sue diverse accezioni, riassume.

Una quindicina di opere diverse per tecniche espressive (disegno, pittura, fotografia, video) concretizzano le istanze di ricerca: Igor Eškinja con la serie « Golden Fingers of Louvre», traduce in pittura le impronte digitali che i visitatori lasciano sulle porte d’ingresso del museo parigino, segno inconsapevole della propria presenza (e che aprono all’interrogativo di che cosa, di contro, lasci l’esperienza della visita). Spanghero usa video e stampe fotografiche rimandando al processo di riconoscimento dell’immagine di Deleuze; Panzer con il suo «Cadeau» innesca un gioco di trompe l’œil con la tridimensionalità dell’opera; la Sedmach porta la sua decennale ricerca fatta di visioni più che di soggetti riconoscibili. Da ultimo Vilhena traduce con disegni a grafite una serie di scatti fotografici scaturiti da una conturbante esperienza soggettiva: una sconosciuta donna alla finestra che fronteggia lo studio parigino dell’artista, accortasi d’esser osservata diventa oggetto e soggetto d’una muta relazione visiva in cui, è (anche) il corpo a parlare.

di Veronica Rodenigo , edizione online, 4 ottobre 2017


  • Igor Eškinja, Golden Fingers of Louvre, 2017, stampa d'archivio su alluminio, 50 x 50 cm
  • Manuela Sedmach, «Heimlich», 2014, acrilico su tela, 75 x 75 cm
  • Michele Spanghero, Translucide, 2009-2017, stampa su carta, vetro traslucido, cornice in legno, 19 x 32 cm
  • Fritz Panzer, Cadeau, 2006, filo metallico, 18 x 26 x 11 cm

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