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Mostre


Rubaldo Merello torna nella sua Liguria

Ribaldo Merello, «Olivi a San Fruttuoso»

Genova. Dopo più di quarant’anni dalla mostra di Rubaldo Merello (1872-1922) organizzata presso l’Accademia Ligustica di Genova che diede avvio alla rilettura e alla riscoperta dell’opera di uno tra i maggiori pittori liguri del Novecento, Palazzo Ducale di Genova dedica all’artista un’ampia esposizione curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone in cui, tra le duecento opere selezionate, in arrivo da collezioni pubbliche e private, si presentano sessantacinque suoi dipinti e trenta disegni, accompagnati, eccezionalmente, dalle principali testimonianze della sua attività plastica (Rubaldo Merello tra Divisionismo e Simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza, fino al 4 febbraio 2018; per info: http://www.palazzoducale.genova.it/rubaldo-merello/). Merello, che poté contare sull’amicizia e la stima del critico e pittore Paolo de Gaufridy, entrò in contatto con i fratelli Vittore e Alberto Grubicy De Dragon; quest’ultimo lo invitò a partecipare nel 1907 a Parigi al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens. Grazie alla lezione dei principali esponenti del divisionismo dell’epoca Merello aderì, nei primi anni del Novecento, all’esperienza della corrente stessa, evidente nelle sue opere ispirate dal paesaggio del monte di Portofino e della baia di San Fruttuoso; ma il divisionismo divenne il punto di partenza, culturale e stilistico, per una personale rielaborazione. Spirito solitario, Merello visse quasi isolato dal mondo esterno, inizialmente sulla Ruta di Camogli e poi a San Fruttuoso e a Portofino, dove poté dedicarsi esclusivamente alla pittura che, partendo dal paesaggio esteriore, si configura anche, attraverso un utilizzo del colore e della materia che ha indotto la critica ad accostarlo, tra gli altri, a Munch e Bonnard, come la ricerca di uno sguardo su se stesso e sul proprio io più profondo. Al fine di ricostruire la complessa e articolata esperienza artistica di Merello, meritevole di ulteriori indagini, e il contesto entro il quale si formò la sua ricerca pittorica, nella mostra genovese le sue opere sono messe a confronto con quelle dei principali divisionisti italiani che l’artista ebbe modo di conoscere: arricchiscono l’esposizione infatti una decina di opere di Nomellini, cinque di Previati (tra cui Tramonto in Liguria del 1912, uno dei suoi capolavori liguri) e altrettante di Pellizza, oltre a dipinti di Giovanni Segantini, Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Galileo Chini, Guglielmo Lori, Benvenuto Benvenuti, Adriano Baracchini Caputi, Filiberto Minozzi, Guido Cinotti. Gli artisti liguri sono rappresentati da Giuseppe Sacheri, Eugenio Olivari, Antonio Discovolo, Domenico Guerello, Giuseppe Cominetti, Cornelio Geranzani, Alberto Helios Gagliardo e Sexto Canegallo. Dodici sezioni attraversano il percorso artistico dello stesso Merello e dei pittori suoi contemporanei, mentre la sezione finale è dedicata alla rappresentazione fotografica della riviera del levante ligure, dalle vedute dei luoghi ritratti da Merello (il monte di Portofino, la baia di San Fruttuoso, Camogli, Ruta e Santa Margherita), alla costa riscoperta a cavallo tra Otto e Novecento dai divisionisti italiani. Lo splendido scenario naturalistico tanto caro a Merello compare negli scatti del fotografo tedesco (naturalizzato italiano) Alfred Noack, uno dei pionieri della fotografia in Liguria nella seconda metà dell’Ottocento. Di particolare interesse anche la presenza di opere che testimoniano l'attività plastica di Merello. Le sue ricerche nell’ambito della scultura iniziarono nell’ultimo decennio dell’Ottocento per poi riprendere intorno al 1914. Proprio in quegli anni Merello disegnò numerosi monumenti funebri e realizzò la statua del Dolore, originariamente collocata nel cimitero di Camogli, di oltre due metri di altezza, che è presente, insieme agli studi preparatori, nella mostra di Palazzo Ducale. L’esposizione è accompagnata da un catalogo a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone edito da Sagep (Rubaldo Merello tra Divisionismo e Simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza, 160 pp., ill., Genova 2017, € 30,00).

di Chiara Pasetti, edizione online, 9 ottobre 2017


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