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Mostre

Reggio Emilia

Il silenzio è d’oro

Da Kandinskij a Cage, spiritualità e astrazione

«Blauer Blick», 1910, di Arnold Schönberg

Reggio Emilia. Palazzo Magnani sceglie un filone inusuale, tra arte e musica, per la rassegna «Dall’astrattismo spirituale di Vasilij Kandinskij al silenzio illuminato di John Cage» che si svolge dall’11 novembre al 25 febbraio. Il percorso curato da Martina Mazzotta prende le fila dall’esposizione di alcuni bozzetti di opere di Richard Wagner dell’Archivio Ricordi di Milano e della «Fantasia di Brahms» di Max Klinger. Segue un nucleo di 54 opere di Kandinskij: dipinti, acquerelli, grafiche provenienti da musei come il Centre Pompidou di Parigi e il Wahn Schloss di Colonia, tra cui gli acquerelli dipinti per lo spettacolo teatrale «Quadri di un’esposizione». Lo Spirituale nell’arte, il più celebre testo teorico dell’artista russo, è messo a confronto con il musicista e artista lituano Constantin Čiurlionis, rappresentato in mostra da opere e spartiti provenienti dall’omonimo museo di Kaunas in Lituania, nonché con le suggestioni della musica atonale di Arnold Schönberg (esposti lavori dello Schönberg Center di Vienna). Dopo questa ampia sezione, un ulteriore spazio è dedicato a Paul Klee, cui segue un omaggio a Marianne von Werefkin con lavori del Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona. Uno dei meriti principali della rassegna è forse la riscoperta di figure dimenticate, come il tedesco Oskar Fischinger (1900-67) che è rappresentato da opere del suo archivio in California. L’allestimento prosegue con artisti particolarmente legati alla musica e alla spiritualità novecentesca come Nicolas De Staël e Fausto Melotti, fino a Giulio Turcato, del quale viene documentata la collaborazione con il compositore Luciano Berio attraverso acquerelli, maquette, video e musiche per «Moduli in Viola. Omaggio a Kandinskij», spettacolo per la Biennale di Venezia del 1984. La chiusura è dedicata a John Cage e a una tela di Robert Rauschenberg: dalla collaborazione tra i due nacquero opere esemplari circa il silenzio e il suono come forme d’arte che oggi verrebbero dette «trasversali».

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 380, novembre 2017


  • «Buhnenentwurfe zu Musorsky», 1928, di Vasilij Kandinskij

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