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Mostre


Napoli, gli studenti dell'Accademia «a bottega» da 20 artisti

Gianni Pisani, «Gattacc'io»

Napoli. In occasione della mostra «La Rosa dei 20/ ProjectLab. Artisti & Studenti dell’Accademia di Belle Arti _ a Napoli», curata da Guglielmo Gigliotti e Loredana Troise (dal 24 novembre al 20 gennaio), la Biblioteca del Museo Hermann Nitsch si trasforma nel luogo di restituzione visiva dei 20 laboratori realizzati da altrettanti artisti campani con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. 
Il progetto, che si iscrive tra le numerose collaborazioni tra l’Accademia napoletana e la Fondazione Morra, si sviluppa nell’ambito delle attività didattico-formative che i due curatori svolgono all’interno dell’istituzione napoletana (il primo come docente di Storia dell’Arte contemporanea, la seconda come cultrice della materia), sperimentando le infinite possibilità della teoria di farsi pratica, di tradursi in laboratorio di ideazione e produzione. La modalità di realizzazione parte dall’idea della centralità del laboratorio, appunto, che per l’occasione esce al di fuori dell’Accademia e si moltiplica per linguaggi, tecniche e ricerche, coinvolgendo Marisa Albanese, Angelo Casciello, Carolina Ciuccio, Libero De Cunzo, Maurizio Elettrico, Sergio Fermariello, Lucia Gangheri, Christian Leperino, Roberto Marchese, Lello Masucci, Domenico Mennillo, Enza Monetti, Aulo Pedicini, Gianni Pisani, Carmine Rezzuti, Rosy Rox, Mimma Russo, Quintino Scolavino, Marianna Troise, Marco Zezza, quindi artisti che hanno trasformato i propri studi in luoghi di incontro e di discussione. «A ciascuno dei venti artisti napoletani che hanno accettato il nostro invito sono stati abbinati gruppi di 2-3 studenti. Si sono incontrati, si sono frequentati, hanno dialogato, hanno collaborato, talvolta anche viaggiato, sono diventati amici. Tutti abbiamo uno o più maestri per i quali proviamo gratitudine. Ora anche i nostri studenti proveranno questa pienezza. Il mestiere non si impara, si ruba, dice un adagio. Ma l’amoroso furto ha bisogno di tratti di esperienza in comune. Necessita di incontri tra anime, anche di scontri, ma che siano veri e non virtuali», afferma Guglielmo Gigliotti in catalogo (ed. arte’m).
Le opere in mostra, dunque, sono proprio la sintesi di un proficuo incontro, di un generoso dare/avere, di una propensione allo scambio e alla messa in discussione, che gli artisti hanno compiuto con gli studenti ai quali, infine, è stato richiesto di tracciare gli appunti di questo percorso attraverso storyboard  «collegati idealmente alle trame delle opere, a richiamare il dialogo e la sintonia fra le parti: un approccio fondamentale che va sempre preservato e incrementato, sebbene in nuove forme, come preziosa risorsa intellettuale, utile a rispondere alle sfide del presente», chiariscono i curatori.

di Olga Scotto di Vettimo, edizione online, 20 novembre 2017


  • Carmine Rezzuti, «A volo di uccelli»

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