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Musei

I legami inscindibili tra italiani ed ebrei

Il dipinto murale del «Giudizio di Salomone» dalla Casa del Medico a Pompei (I secolo d.C.), ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Ferrara. La rassegna del Meis «Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni» (14 dicembre-16 settembre 2018) analizza il periodo, fondante per la storia ebraica, successivo alla conquista romana della Giudea del 70 d.C., con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, fino al XII secolo.

Il percorso si snoda attraverso oltre duecento oggetti preziosi tra manoscritti, incunaboli e cinquecentine, documenti medievali, epigrafi romane e medievali insieme a un centinaio tra anelli, sigilli, monete, lucerne, amuleti, provenienti da numerosi musei italiani e internazionali come Genizah del Cairo, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Musei Vaticani di Roma, Bodleian Library di Oxford, Jewish Theological Seminary di New York, Cambridge University Library.

I curatori, Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, hanno organizzato un percorso pluricontestuale dove raccontano una lunga e ininterrotta storia: l’itinerario, infatti, si snoda tra due piani del museo e della palazzina adiacente (che si inaugurano proprio con questa mostra che del Meis costituisce, dal punto di vista scientifico ed espositivo, la prima grande sezione) e analizza vari aspetti.

In particolare gli oggetti scelti illustrano le attività quotidiane e non di questa comunità dalla storia così ricca nel nostro Paese (nonostante si presuma che la sua consistenza sia sempre stata inferiore alle 50mila persone), focalizzando l’attenzione soprattutto sul ruolo dall’età imperiale romana alla transizione multireligiosa e infine cristiana, fino all’accettazione della presenza ebraica, sia pure in un clima pervaso da un crescente antigiudaismo, sotto papa Gregorio Magno (590-604).

La mostra segue poi un percorso geografico e propone un viaggio nell’Italia antica alla scoperta di come, oltre che nell’Urbe, l’Ebraismo si sia sviluppato soprattutto in Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Sardegna. In varie sezioni vengono analizzate pratiche come la copiatura dei manoscritti e la redazione di testi letterari e scientifici, mentre un ulteriore spazio è dedicato al Libro di viaggi del XII secolo (Sefer massa‘ot) dell’ebreo navarrese Beniamino da Tudela. Un’ampia parte dello spazio espositivo è dedicata al video «Con gli occhi degli ebrei italiani», che racconta la più antica delle minoranze italiane ed è curato da Giovanni Carrada, autore della trasmissione Rai «Superquark», e da Simonetta Della Seta, direttrice del Meis.

L’opera, realizzata grazie alla ricerca iconografica di Manuela Fugenzi, la regia di Raffaella Ottaviani e la colonna sonora di Paolo Modugno, è una carrellata lungo i secoli con il punto di vista di un ebreo italiano che «viaggia» nei secoli fino all’orrore dell’Olocausto. Nella foto in alto, il dipinto murale del «Giudizio di Salomone» dalla Casa del medico a Pompei (I secolo d.C.), ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 381, dicembre 2017


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