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Archeologia

Come lavoravano i pittori a Luxor

Particolare della decorazione di un pilastro nella Tomba di Dra Abu el-Naga datata all’epoca di Thutmosi I (inizio XV secolo a.C.)

Luxor (Egitto). Il 9 dicembre il ministro delle Antichità egiziano Khaled El-Anani ha presentato al pubblico due tombe della prima parte della XVIII dinastia (XVI-XV secolo a.C.) riportate alle luce da archeologi egiziani nella necropoli di Dra Abu el-Naga a Luxor. Si tratta di due sepolcri di modeste dimensioni noti già da tempo, ma che non erano mai stati scavati.

Un cartiglio permette di ascrivere il più antico al regno di Thutmosi I (inizio XV secolo a.C.). Frammenti della decorazione originaria con uomini intenti in attività lavorative si sono conservati alla base dei pilastri del portico d’ingresso. L’ampio respiro spaziale tra una figura e l’altra richiama un’arte ancora reminiscente del provincialismo che aveva caratterizzato le epoche precedenti.

Nella seconda tomba risulta essere decorata soltanto una parete. Si tratta di una scena in cui il defunto riceve un mazzo di fiori da un familiare alle spalle del quale si sta svolgendo un banchetto allietato dal canto di tre donne. Nella figurazione ricorrono motivi iconografici (come la trasparenza delle vesti di un’inserviente) che richiamano celebri monumenti funerari del regno di Thutmosi III (prima metà del XV secolo a.C.), epoca cui può essere attribuita la tomba.

Gli scavi hanno condotto al recupero di numerosi elementi di corredo funerario che testimoniano il riutilizzo dei due sepolcri in epoche posteriori. Tra i ritrovamenti degni di maggiore attenzione vi è una statua di Osiride in legno dipinto appartenuta a una certa Asetnofret, eseguita con mirabile maestria e recuperata in eccellente stato di conservazione.

Malgrado le modeste dimensioni e lo stato frammentario della decorazione, le due tombe aggiungono un ulteriore tassello alla conoscenza della necropoli tebana consentendo di compiere interessanti osservazioni soprattutto sul modo in cui si svolgeva il lavoro dei pittori in un momento alle soglie del periodo della più grande pittura egizia.

Nella stessa giornata una cerimonia svoltasi nel pomeriggio ha segnato l’apertura al pubblico del santuario di Amon-Ra, all’interno del tempio della Regina Hatshepsut (prima metà del XV secolo a.C.). L’evento ha segnato il termine dei lavori in quest’area del monumento da parte della missione archeologica polacca che vi opera da sessant’anni.

Francesco Tiradritti, edizione online, 12 dicembre 2017


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