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Una massa immane di scritti

La prima delle 300 aste per disperdere l’immensa collezione Aristophil

Il «rullo della Bastiglia»: il manoscritto delle 120 giornate di Sodoma che il marchese de Sade redasse in carcere, stimato 4-6 milioni di euro

Parigi. La vendita all’Hôtel Drouot del 20 dicembre è la prima di una serie di aste, ben 300 distribuite in sei anni, dell’immensa collezione di manoscritti Aristophil. Il catalogo farà girare la testa ai collezionisti, ma anche allo Stato francese, che potrebbe far valere più volte il suo diritto di prelazione.

Vi figurano il «Primo Manifesto del Surrealismo» per mano di André Breton, stimato 4,5-5,5 milioni di euro. Un manoscritto miniato di una Storia di Alessandro Magno attribuito a Quinto Curzio Rufo (300-500mila euro). Alcuni documenti del Titanic tra cui il manoscritto di Helen Churchill Candee, che sopravvisse al naufragio (300-400mila euro).

Il lotto più atteso è senza dubbio il «rullo della Bastiglia», il manoscritto delle 120 giornate di Sodoma che il marchese de Sade compilò dalla prigione, stimato 4-6 milioni di euro.

È l’inizio di un lungo epilogo nell’enorme truffa «alla Madoff», il cui capitolo giudiziario non è ancora chiuso. Gérard Lhéritier, che fondò Aristophil nel 1990, una società per la perizia e la compravendita di documenti antichi, è stato indagato nel 2015 per frode fiscale e associazione a delinquere. Ai suoi clienti proponeva di investire fondi in documenti di cui aveva sovrastimato il valore, promettendo rendimenti dell’8% che non sono mai stati versati.

Ha truffato così 18mila grandi e piccoli investitori (molte opere sono state acquisite in regime di comunione) che hanno siglato contratti per 850 milioni di euro. Una volta svelato l’imbroglio, l’Aristophil è stata messa in liquidazione e il Musée des Lettres et Manuscrits, a Parigi, di cui Lhéritier era proprietario, è stato chiuso.

Alla maison Aguttes di Neuilly i giudici hanno affidato l’inventario dei circa 135mila documenti. «Un’avventura folle, ha commentato Claude Aguttes, riunendo i giornalisti. I documenti hanno riempito mille scatoloni, sigillati ad uno ad uno dall’ufficiale giudiziario. Il trasporto si è fatto in sette camion scortati». Ora il «tesoro» è al sicuro in un edificio bunker il cui indirizzo è tenuto segreto. Le vendite «si protrarranno nel tempo perché il mercato possa assorbirle».

Le stime sono state effettuate senza tenere conto di quelle fatte da Aristophil. In certi casi risultano ora anche dimezzate. Un esempio: il «rullo» di Sade era stato acquistato da Lhéritier nel 2014 per 7 milioni di euro.

DRUOT

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di Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 381, dicembre 2017


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