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Libri


Il Barocco reinventato di Giulio Coltellacci

La copertina del volume

Giulio Coltellacci è stato uno dei maggiori scenografi e costumisti del dopoguerra: il suo nome è indelebilmente legato agli splendori del teatro di rivista, alle celeberrime «folies bourgeoises» di Garinei & Giovannini.
Vittoria Crespi Morbio, mettendo a frutto una notevole mole di ricerche, ricostruisce un itinerario assai più complesso, che inizia all’indomani della fine della seconda guerra mondiale a Parigi, nei territori della moda, dove il nostro mette a segno alcune copertine di «Vogue», di gusto surrealista.
Di ritorno in Italia il nostro si scatena, collaborando con la scena nelle direzioni più diverse, tra un omaggio al realismo americano e il rigore classico di un allestimento all’Olimpico di Vicenza, senza scordare le incursioni nel futuribile con i costumi per Ursula Andress per la «Decima vittima» di Elio Petri, con una trama di plastica che ispirò Paco Rabanne.
Dove però il suo lavoro trova speciale risalto, è nella reinvenzione di modelli barocchi di scenografia, che egli rivitalizza con strepitoso istinto narrativo, in una mirabile «Bella addormentata» (coreografia di Margarethe Wallmann) o negli allestimenti fiorentini per «Oberon» (al Giardino di Boboli) o per un «Orfeo e Euridice» in cui furoreggiava Maria Callas.
Il libro ricostruisce con esattezza il profilo multiforme di uno dei creatori della scena italiana del dopoguerra.

Coltellacci Teatro, Cinema e Pittura, di Vittoria Crespi Morbio, 274 pp., Amici della Scala – Milano/Grafiche Step, Parma 2017, € 35,00

di Luca Scarlini, edizione online, 21 dicembre 2017


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