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Musei


Il Macro, una piazza aperta alla città

Il neo direttore artistico, l'antropologo Giorgio de Finis «un museo senza mostre»

Giorgio de Finis

Roma. Conferenza stampa al veleno il 21 dicembre al Macro per la presentazione ufficiale del nuovo curatore artistico del museo di via Nizza, Giorgio de Finis, ideatore e creatore del Maam, il Museo dell’altro e dell’altrove Metropoliz, ex fabbrica sulla Prenestina occupata da circa 200 persone tra italiani, rumeni, ucraini, marocchini e luogo di sperimentazione artistica con murales, installazioni, foto e dipinti donati da artisti famosi e meno noti.

Il progetto Macro_asilo di Giorgio de Finis, definito direttore «squatter», antropologo, artista, curatore indipendente, saggista e personaggio eclettico, è stato raccontato presso il museo disegnato da Odile Decq tra non poche polemiche degli addetti al settore scandalizzati dalla non conformità agli standard abituali.

Alla conferenza stampa c’erano Luca Bergamo, il vicesindaco con delega alla Crescita culturale del Comune di Roma (il Macro è comunale), fautore della nomina di de Finis nonché unico politico entrato al Maam, Eleonora Guadagno, presidente della Commissione Cultura, Fabio Merosi, direttore generale dell’Azienda Speciale Palaexpo (società che sarà il motore del nascente Polo del Contemporaneo di cui fa parte il Macro: dal prossimo 1° gennaio metterà in connessione il Palazzo delle Esposizioni con, appunto, il Macro e il Mattatoio), Cristiana Collu, direttrice della Galleria Nazionale, Bartolomeo Pietromarchi, direttore del MaXXI e Michelangelo Pistoletto, seduto vicino al de Finis e del cui progetto ha detto: «Parlerei di una parola: utopia, che è un non luogo. Nel momento in cui si crea un luogo e si crea un progetto l’utopia diventa realtà. Con il Maam c’è stato il primo caso di creazione, ora l’evento si ripete, in un luogo che è del futuro dove mettere l’arte in connessione con tutti gli ambiti della vita sociale».

Non poche le novità di questa rivoluzione ante litteram: il Macro_asilo avrà una durata di 15 mesi (da ottobre 2018) durante i quali il museo diventerà «una piazza aperta alla città, uno spazio comune», non ci saranno mostre, «sarà il museo a mostrarsi, afferma de Finis, ospitando gli artisti e i loro studi», una chiamata alle armi aperta a tutti coloro che si autodefiniscono artisti stabilirà la partecipazione collettiva, anzi «corale», alle attività, la collezione permanente del museo verrà valorizzata, ci saranno incontri ed eventi ogni giorno e nel fine settimana saranno invitati artisti dall’estero.

Tutto ciò con un budget di 800mila euro, «come quello degli altri anni», specifica Bergamo parlando anche della gratuità dell’ingresso al Macro_asilo ma anche della volontà di estenderla ad altri musei romani.

Intanto dal 19 gennaio 2018 fino a luglio il Macro presenta la mostra dedicata ai Pink Floyd, in arrivo dal Victoria and Albert di Londra, mentre, aspettando l’asilo, i mesi estivi rientreranno nella programmazione dell’Estate romana.

MUSEO MACRO
PINK FLOYD EXHIBITION



di Graziella Melania Geraci, edizione online, 22 dicembre 2017


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