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Palermo, al via la prima Biennale Arcipelago Mediterraneo

Liu Bolin, «Migrants», 2015

Palermo. Inaugura venerdì 10 nella chiesa dei Santi Euno e Giuliano, con «Al Araba Al Madfuna III» dell'artista egiziano Wael Shawky, il cartellone di BAM prima edizione della Biennale Arcipelago Mediterraneo, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con associazioni, enti e istituzioni culturali. Un festival di teatro, musica, cinema e arti visive, che fino al 12 marzo mette al centro l'auspicabile dialogo tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in un momento non certo facile per gli equilibri geo-politici di quest'area.

Si parte dalla cultura, dunque, per riflettere insieme su un'identità composita, e lo si fa nella meticcia Palermo, che nel 2018 sarà Capitale della cultura italiana e sede di Manifesta 12. La mostra di Shawky curata da Laura Barreca e Beatrice Merz in doppia sede (l'altra è Palazzo Branciforte) è il primo appuntamento di «Punte brillanti di lance», un progetto che proseguirà al Museo Archeologico A. Salinas in primavera con «La via di Merz», e che sancisce la collaborazione tra il Comune di Palermo, la Fondazione Sicilia e la torinese Fondazione Merz.

Il 18 febbraio sarà la volta di «Rotte Mediterranee», mostra curata da Imago Mundi, Luciano Benetton Collection che sbarca a Zac, spazio comunale ai Cantieri culturali alla Zisa. Si tratta di un'opera collettiva composta da quasi 3.500 opere su tela dello stesso formato (10x12 cm) di artisti provenienti dai 19 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo; inaugura per l'occasione la sezione dedicata agli artisti siciliani.
Tra le mostre da segnalare, presso l'Haus der Kunst del Verein Düsseldorf-Palermo, sempre ai Cantieri, «Migrants» dell'artista cinese Liu Bolin, con opere fotografiche realizzate sulle coste siciliane e al Cara di Mineo, a cura di box Art.

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Il fulcro del  programma sono però le otto conferenze internazionali «Arcipelago» (Palmira, Conflitto, Arte, Nero, Letterature migranti, Morgana, Patrimonio e Europa); tra i protagonisti: l'archeologo Manar Hammad, la direttrice di Manifesta Hedwigh Fijen, il curator-at-large di Documenta 14 Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, il fondatore del Festival di Edimburgo Richard De Marco, Awam Amkpa curatore di RiSignificazioni Mediterranee, il curatore Francesco Bonami e il premio Nobel Wole Soyinka. Nella sezione cinema un omaggio al regista algerino Tariq Teguia, autore di «Roma Wa La N'Touma», presentato all'ultimo Festival del Cinema di Venezia.

di Giusi Diana, edizione online, 9 febbraio 2017


  • Liu Bolin, «Migrants», 2015
  • Wael Shawky, «Al Araba al Madfuna III»
  • Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

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