Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie


La Grecia dice no alla sfilata di Gucci sull'Acropoli

«Il Partenone non ha bisogno di farsi pubblicità»

Le indossatrici di Dior sotto le Cariatidi nel 1951

Atene. Sullo sfondo del Partenone, Edward Steichen negli anni Venti immortalava i passi di danza di Isadora Duncan; nel 1951 le mannequin in abiti da ballo di Dior posavano sotto le Cariatidi per  un servizio di Jean-Pierre Pedrazzini su «Paris Match».  Ma la richiesta di Gucci di tenere a giugno una sfilata di un quarto d'ora sull'Acropoli, con 300 ospiti da tutto il mondo, tra addetti ai lavori e star di Hollywood, è parsa davvero eccessiva alle autorità greche. «Il carattere culturale unico dei monumenti dell'Acropoli è incompatibile con questo evento», si legge nella replica ufficiale del Kas, il Consiglio archeologico centrale della Grecia. No dunque ai 2 milioni di euro offerti, secondo la stampa ellenica, dalla casa fiorentina al Ministero della Cultura greco destinati a restauri sull'Acropoli o ad altri progetti scelti dal Ministero, in cambio del permesso di allestire la passerella  tra l'Eretteo e il lato Nord del Partenone. Il direttore del Museo dell'Acropoli, Dimitris Pantermalis, ha commentato: «Il Partenone e l'Acropoli non hanno bisogno di farsi pubblicità. Da un evento simile non ricaverebbero alcun beneficio. Il punto è di non degradare il simbolo (culturale) collocandovi un palco, perché il protagonista diventerebbe la passerella, non certo l'Acropoli».

Il carattere simbolico del Partenone e il suo irresistibile richiamo pubblicitario ha causato più di una controversia in passato. Nel 1992, la filiale italiana della Coca-Cola aveva pubblicato un annuncio a piena pagina sul «Corriere della Sera» in cui le colonne del tempio erano raffigurate a forma di bottiglia della bibita. Si era in vista della candidatura ai Giochi Olimpici del 1996, che vedeva contrapposte Atene e Atlanta (sede della casa madre di Coca-Cola), e la pagina pubblicitaria sollevò le proteste del Ministero della Cultura greco, soprattutto per l'offensiva, deliberata distorsione di parti del monumento. La campagna venne ritirata, con molte scuse. Più di recente, nel 2007, anche la società americana di comunicazioni Verizon si è dovuta scusare con le autorità greche per l'uso non autorizzato del monumento in una campagna pubblicitaria: le colonne, in quel caso, erano state trasformate in cabine telefoniche.
Un'eccezione all'uso del Partenone come «testimonial» il Kas l'aveva fatta firmando un accordo con la filiale greca della Philips, che nel 2004, durante le Olimpiadi di Atene, aveva contribuito all'illuminazione dell'Acropoli.

edizione online, 16 febbraio 2017


Ricerca


GDA marzo 2017 Vernissage marzo 2017

Vedere a ...
Vedere a Bologna gennaio/febbraio 2017


Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa - Piazza Emanuele Filiberto, 13/15, 10122 Torino - 011.819.9111 - p.iva 04272580012