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Database, droni e scanner: il patrimonio mondiale archiviato in 3 dimensioni

Tra i beni italiani già inseriti nel database CyArk la piazza dei Miracoli e la Torre di Pisa. Foto CyArk

Varie città. La tutela e messa in sicurezza delle opere d’arte aggredite da guerre, furti e degrado è impresa a volte disperata. In binomio con la carente tecnologia e la scarsità di investimenti, la sicurezza spesso è messa in crisi dalla semplice mancanza di controllo e guardiania. Nel nostro Paese, ad esempio, l'80 per cento dei circa 4.500 musei nazionali non ha più di cinque addetti alla sicurezza.
Buone notizie giungono invece sulla possibilità di preservare il vastissimo mondo dei beni culturali attraverso l'archiviazione di file e immagini tridimensionali, tutelando insieme l’integrità della memoria collettiva. Con l’aiuto di database, droni e scanner il patrimonio mondiale sarà archiviato in 3 dimensioni. È quanto annunciato e già iniziato ad opera di CyArk (Cyber Archive), un’organizzazione non profit americana con sede nella baia di San Francisco. Fondata nel 2003, CyArk si è posta l'obiettivo di creare una «biblioteca online, gratuita e in 3D, dei siti del patrimonio culturale mondiale,  prima che vadano perduti a causa di calamità naturali, distrutti dall'aggressione dell'uomo o devstati dal passare del tempo».     

Il progetto, che rivoluziona il sistema archivistico mondiale e lancia possibili sviluppi di fruizione di immagini dei monumenti mondiali e soprattutto della loro possibile ricostruzione, è stato lanciato da Ben Kacyra, ingegnere iracheno espatriato negli Usa. Kacyra ha sviluppato il primo vero laser scanner portatile 3D.  Oltre a segnalare la decadenza e i problemi di un sito archeologico o monumento, la conservazione digitale in 3D potrebbe servire alla ricostruzione in seguito a eventi catastrofici, cambiamenti climatici, terremoti, guerre come nel caso dei Buddha di Bamiyan distrutti in Afghanistan dai talebani nel 2001 o le recenti distruzioni in Siria e Iraq.

Attraverso la scannerizzazione, la modellazione e l’utilizzo di tecnologie spaziali all’avanguardia e droni, CyArk lavora alla costruzione di un database su centinaia di siti in tutto il mondo. Moltissimi sono statunitensi (uno fra tutti: Mount Rushmore), ma si spazia dai Moai di Rapa Nui (Cile) a Jerash e Petra in Giordania, dal Partenone ad Atene ai templi di Angkor in Cambogia, alle antiche Ninive e Babilonia in Iraq, da Chichén Itzá e Teotihuacán in Messico all'antica Tebe, in Egitto, o ai templi maya di Tikal, in Guatemala. La promessa è di mappare 500 luoghi in cinque anni. Lascia perplessi lo scarso numero di siti italiani inclusi al momento nello speciale archivio, appena sei. Non c’è il patrimonio archeologico di Roma e neppure le città d’arte e i monumenti del Rinascimento fiorentino. Assente anche Venezia. I potenti scanner tridimensionali hanno però messo nella lista la Torre di Pisa e la piazza dei Miracoli, Pompei, i resti dell’antica Stabia, l'ipogeo etrusco dei Volumni a Perugia, il santuario francescano della Verna, in Toscana e l'Hangar di Augusta, in Sicilia.

Negli archivi americani della fondazione ci sono già le immagini tridimensionali di Cidade Velha, il primo centro di smistamento di  schiavi africani costruito dai portoghesi a Capo Verde. Eccezionali le immagini del monastero medievale di Geghard in Armenia, del santuario di Lourdes o  del Chiostro medievale con la chiesa romanica di Saint Trofime in Provenza. In Cina scannerizzate le tombe e i mausolei della dinastia imperiale Qing a Zunhua, a 125 chilometri da Pechino. Ci sono anche la Torre di Londra e la porta di Brandeburgo a Berlino e, tra le opere contemporanee, la Sydney Opera House.

di Tina Lepri, edizione online, 23 febbraio 2017




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