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Libri


L'arte contemporanea a Napoli è un Atlante aperto

La copertina del volume

Napoli. Il mondo in un libro. È il mondo dell’arte a Napoli nell’ultimo mezzo secolo di vita culturale, quello ordinato nella ricognizione svolta dal Dipartimento di ricerca del museo Madre (Olga Scotto di Vettimo, Alessandra Troncone, con la collaborazione di Loredana Troise), realizzata con il coordinamento generale di Vincenzo Trione.Prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ed edito da Electa, l’Atlante dell’Arte Contemporanea a Napoli e in Campania 1966-2016, racconta tutto quanto avvenuto in una città che ha saputo reinventarsi, come realtà tra le tante sue anime, polarità dell’arte vivente.

Il libro vedrà la luce in primavera, ma autori e promotori ne hanno dato l’annuncio in anticipo, per potenziarne il lancio. Il battesimo dell’avanguardia ebbe d’altronde un padrino d’eccellenza, Umberto Boccioni, di cui Trione cita, nell’introduzione, il discorso tenuto nella città partenopea  il 5 febbraio 1916: «La certezza incrollabile in una rigenerazione dell’arte italiana mi spinge ad affrontare il problema pittorico nell’ambiente meridionale …».
Il volume si articola in quattro sezioni principali: gli artisti (in tutto 229), le gallerie, le istituzioni pubbliche e le grandi mostre. A corredo, un album fotografico con testimonianze visive dei grandi eventi dell’arte all’ombra del Vesuvio. È un libro «aperto»: nella sua versione ebook sarà periodicamente aggiornato dal Dipartimento di ricerca del Madre. Dal giovanissimo Emmanuele De Ruvo ai più esperti Perino&Vele, Piero Golia, Vedovamazzei, agli internazionalmente affermati Sergio Fermariello, Luigi Mainolfi e Mimmo Jodice, l’universo composito della ricerca artistica dipana i suoi fili emersi in Campania. I tessitori dell’arazzo sono le grandi personalità della promozione, divulgazione e commercializzazione: Lucio Amelio, Trisorio padre e figlia, Lia Rumma, Alfonso Artiaco, Beppe Morra, solo per citare i maggiori. Tutti presenti con ampie schede nel libro. Come gli eventi, da «Arte povera - Azioni povere» presso gli Arsenali di Amalfi nel 1968 alla collezione «Terrae Motus», costituita da Lucio Amelio in seguito al catastrofico sisma del 23 novembre 1980. Anche questo è arte a Napoli.

di Guglielmo Gigliotti, edizione online, 24 febbraio 2017


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