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Musei


Firenze, nascono gli Amici della Galleria dell'Accademia

Foto di gruppo per i soci fondatori dell'Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze

Firenze. Nasce da un’idea della nuova direttrice Cecilie Hollberg l’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze, che riunisce figure del mondo della cultura, dell’imprenditoria e della finanza italiane ma anche straniere (da Londra a New York, da Lipsia a Bruxelles) per dare sostegno a uno dei più celebri museo del mondo (basti vedere le folle in coda per ammirare il feticcio del «David» di Michelangelo), e supplire con aiuti che lo Stato non può elargire.
Presidente dell’Associazione, per ora piccola ma si spera in via di veloce espansione dato l’interesse che già va riscontrando seppur in maniera ancora non ufficiale, è Fausto Calderai, figura molto nota nel mondo dell’arte e dell’antiquariato internazionale, ed ha come vicepresidente Nicola de Renzis Sonnino e un consiglio direttivo composto dalla stessa Hollberg, Manfredi della Gherardesca, Giulio De Vecchi, Livia Frescobaldi Malenchini.

Tra i principali obiettivi dell’associazione, che il 6 marzo, nel giorno del compleanno di Michelangelo Buonarroti, accoglierà all’Accademia, per un brindisi di benvenuto, coloro che vorranno divenirne soci (100 euro annui) o aderenti (50 euro), con un prezzo speciale per gli under 28 di 30 euro, vi è quello di potenziare la conoscenza del museo, permettendo agli iscritti un’entrata gratuita e prioritaria alla Galleria, al fine di evitare le code interminabili in certi mesi dell’anno; a questo si aggiunge lo sconto del 15% su libri, cataloghi e articoli del bookshop, e, riservata ai soci veri e propri, la possibilità di organizzare visite private al museo, di accedervi con un ospite il giorno del proprio compleanno e la fruizione di iniziative e programmi specifici: le schede di adesione si possono richiedere inviando una mail a info@friendsofdavid.org.

Tra le iniziative della neonata associazione, Fausto Calderai annuncia l’acquisto già compiuto presso un antiquario a una cifra «amichevole» di un marmo importante, che sarà presentato a settembre prossimo, primo atto di una serie di altre inziative, alcune delle quali tese a restituire il museo alla città: i visitatori, che sono aumentati del 17% nell’ultimo anno, sono infatti soprattutto stranieri o di altre parti d’Italia e si concentrano tutti nella prima parte della giornata, mentre il museo, in realtà, chiude alle 18.50. La quota di adesione ridotta per i giovani è infatti volta a fideizzare un pubblico diverso e a renderlo consapevole della varietà delle collezioni: oltre al «David» e ai «Prigioni», capolavori che vanno dai fondi oro al Rinascimento maturo, ma anche la straodinaria gipsosteca ottocentesca con le opere di Lorenzo Bartolini.

di Laura Lombardi, edizione online, 27 febbraio 2017


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