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I retroscena della vendita della Collezione Czartoryski

Non tutti sono contenti che lo Stato polacco abbia acquistato la celebre raccolta di Cracovia che comprende la «Dama con ermellino» di Leonardo da Vinci

Il principe Adam Karol Czartoryski davanti a «La dama con l'ermellino» di Leonardo

Cracovia (Polonia). Quando, a fine 2016, il Governo polacco ha acquistato al modico prezzo di 100 milioni di euro la collezione Czartoryski, un gruppo di 86mila oggetti e opere (tra cui dipinti di Rembrandt, disegni di Renoir e lettere autografe di Chopin) e una biblioteca di 250mila volumi e manoscritti, oltre a diversi edifici a Cracovia, compresi quelli storici che ospitano il Museo Czartoryski, ha messo a segno uno dei più importanti accordi in ambito artistico. Protagonista indiscussa della collezione è la «Dama con ermellino» (ca 1480-90) di Leonardo da Vinci, uno dei soli 15 dipinti a olio attribuiti all’artista.

L'operazione tuttavia non ha mancato di suscitato critiche. Il cda della Fondazione Principi Czartoryski, proprietaria della collezione, si è dimesso in segno di protesta per essere stato tenuto all’oscuro delle trattative tra il suo direttore, il principe Adam Karol Czartoryski, e il Governo. Il cda ha anche messo in dubbio la legittimità dell’accordo, sostenendo che lo statuto della fondazione vieta la vendita della collezione. Stando al giornale polacco «Gazeta Wyborcza», lo statuto sarebbe stato modificato in tutta fretta subito dopo lo scioglimento del cda. I nuovi trustee della fondazione sono Maciej Radziwill e Jan Lubomirski-Lanckoronski, entrambi discendenti di famiglie aristocratiche. Alla domanda su come la fondazione intenda spendere i 100 milioni incassati con la vendita, Lubomirski-Lanckoronski ha risposto che saranno investiti in borse di studio e ricerca.

La collezione è stata venduta a un prezzo di gran lunga inferiore al suo valore, stimato in oltre due miliardi di euro. La sola «Dama con l’ermellino» è assicurata per 350 milioni. I detrattori dell’accordo si chiedono anche se valesse la pena spendere 100 milioni di euro per opere che sono già esposte al pubblico nel Museo Czartoryski, coamministrato insieme al Museo Nazionale di Cracovia. Il museo è stato parzialmente chiuso nel 2011 per un lungo e costoso intervento di ristrutturazione. Nel frattempo, molte opere sono state esposte al Museo Nazionale di Cracovia; attualmente la «Dama con l'ermellino» è visibile al Castello reale Wawel di Cracovia.
La ristrutturazione dovrebbe ora accelerare il passo. «Non avevamo i fondi per rinnovare il Palazzo Czartoryski, ha affermato Adam Karol Czartoryski il 29 dicembre al momento della conclusione dell’accordo. Ritengo quindi che questa sia la soluzione migliore per la Polonia, i polacchi e i turisti stranieri».La vendita non ha solo trasferito la proprietà della collezione, ma anche la competenza su tutte le procedure di richieste di restituzione allo Stato, attuali e future, compreso il recupero delle opere scomparse in tempo di guerra, come il «Ritratto di giovane uomo» di Raffaello, ancora mancante all'appello. La fondazione, pertanto, non può più perseguire o avviare il recupero di opere della sua collezione.

Il Governo ha inoltre annunciato un altro accordo con la famiglia Czartoryski: l’acquisizione del castello rinascimentale di Goluchow e del suo parco (un importante arboreto), nella zona occidentale della Polonia, per circa 5 milioni di dollari. Dal 1951, il castello viene utilizzato come sede decentrata del Museo Nazionale di Poznan, mentre parte della sua collezione è stata divisa tra i musei nazionali di Cracovia, Varsavia e Poznan e alcuni pezzi sono finiti all’estero.
In anni recenti la collezione è stata al centro di complesse richieste di restituzione. In questo caso, però, le eventuali restituzioni rimarranno di competenza degli eredi.


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