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Restauro


Ferrara

Nuove tecnologie per servire restauro e musei

XXIV edizione della più accreditata manifestazione sui beni culturali nota come il Salone di Ferrara

Restauratori al lavoro in un laboratorio specializzato

Ferrara. Oltre che per il consueto denso programma di convegni ed eventi, la tre giorni della XXIV edizione di Restauro-Musei. Salone dell’Economia, della Conservazione, delle Tecnologie e della Valorizzazione dei Beni culturali e ambientali, in programma dal 22 al 24 marzo presso i padiglioni di Ferrara Fiere, si caratterizza per l’ampia attenzione ai temi della riqualificazione di monumenti e opere d’arte mobili, in particolare attraverso le nuove tecnologie. Negli spazi fieristici sono attesi poco meno di trecento espositori, centinaia di convegni, incontri e mostre e migliaia di visitatori (lo scorso anno erano rispettivamente 280, 130 e 26mila). L’obiettivo è di accelerare l’incontro tra domanda e offerta, nonché di evidenziare il lavoro delle imprese che operano per la conservazione, la valorizzazione, la salvaguardia e la tutela del patrimonio culturale e ambientale. Queste ultime, vero e proprio cuore della manifestazione, provengono da tutta Italia e si occupano di illuminotecnica, climatologia, software, nuove tecnologie, accoglienza, guardiania, ristorazione, bookshop, merchandising, allestimenti, trasporto opere d’arte, archiviazione e catalogazione. Tra i tanti convegni di rilievo previsti segnaliamo quelli del Mibact, partner storico del Salone, dedicati alla riqualificazione delle murature storiche di centri storici, castelli, palazzi e ville, quello sul decreto Casa Italia, il piano nazionale di prevenzione antisismica voluto dal governo Renzi, e quello sulla collaborazione con il territorio dei trenta principali musei italiani. Altro tema centrale sono le nuove tecnologie legate ai visori 3D e alla «realtà aumentata» utili anche nella loro applicazione ai beni culturali. Un’area apposita ospiterà le startup provenienti dal mondo dell’industria creativa, i cui rappresentanti avranno la possibilità di proporre nuove idee.
Anche la questione ubanistica verrà affrontata dal punto di vista tecnologico. A loro volta Comune di Ferrara e Segretariato regionale Emilia-Romagna presenteranno il progetto per la valorizzazione delle Delizie delle Corti Estensi inserite nei territori di Ferrara, Modena e Garfagnana. Alcuni focus saranno specificamente dedicati ai grandi restauri eseguiti dagli istituti statali Opificio delle Pietre Dure di Firenze e Istituto Superiore per la Conservazione ed il restauro di Roma, quali la «La Madonna dell’Impannata» di Raffaello, «La Madonna della cesta» di Rubens e tavole di Beato Angelico e Simone Martini. E inoltre gli ospiti internazionali: Georgia, Turchia e Brasile che contribuiranno ad ampliare l’orizzonte del restauro dell’architettura del Novecento.

Questa è la seconda edizione del Salone di Ferrara in cui al restauro si affiancano i musei: parteciperanno i direttori dei trenta principali musei italiani e vari musei stranieri a partire dall’Ermitage di San Pietroburgo. Ad ampliare l’approfondimento sui musei concorrono due mostre sul merchandasing museale di qualità.
Tra i premi infine, il Premio Domus restauro e conservazione giunge alla sesta edizione. La manifestazione è supportata da un comitato scientifico composto da Carlo Amadori, responsabile della società Acropoli che realizza il Salone, Marcello Balzani, direttore di TekneHub-Tecnopolo dell’Università di Ferrara, Francesca Cappelletti, storica dell’arte, Enrico Cocchi, direttore generale della programmazione territoriale di Regione Emilia-Romagna, Riccardo Dalla Negra dell’Università di Ferrara, Sabina Magrini, segretaria regionale Mibact, Ruben Sacerdoti, dirigente regionale e Carla Di Francesco, ex direttrice regionale Mibact. Per il programma completo www.salonedelrestauro.com.

di Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 373 , marzo 2017


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