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È in pessime condizioni il Guercino ritrovato in Marocco

La «Madonna in trono e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo», rubata nel 2014 a Modena e recuperata a Casablanca lo scorso febbraio, presenta danni su un terzo della superficie

Il dipinto di Guercino presenta cadute e sollevamenti di colore su circa un terzo della superficie

Casablanca (Marocco). È in una condizione drammatica, con cadute e sollevamenti di colore sul 30% della superficie dipinta, il Guercino di Modena. Il dipinto, raffigurante la «Madonna in trono e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo» (1628-30), rubato dalla centralissima chiesa di San Vincenzo nell’agosto 2014 e ritrovato dalla polizia giudiziaria marocchina nello scorso febbraio in un quartiere periferico di Casablanca, è dunque sfregiato e compromesso. Servirà un lungo e approfondito restauro quando la tela, oggi sotto sequestro ed esposta in una sala della Prefettura di Casablanca, rientrerà a Modena: lo hanno detto tutti gli esperti contattati dalla «Gazzetta di Modena» che due giorni fa in esclusiva ha pubblicato la prima immagine relativa alle condizioni dell’opera.
Secondo il restauratore Bruno Zanardi «Le cadute di colore sono molto evidenti: occorrerà risarcirli grazie a una integrazione ben fatta, a imitazione del vero. Auspico però che nell’intervenire non si cada in un fraintendimento storicistico secondo il quale le lacune non vanno integrate per mantenere memoria di questo furto». Vittorio Sgarbi invece interviene provocatoriamente: «Vorrei dare un consiglio ai ladri che non sanno nulla e hanno creato danni intollerabili al Guercino. Studiando l’immagine pubblicata dalla "Gazzetta di Modena" noto che i ladri marocchini hanno arrotolato la tela con il colore all’interno: è stata una scempiaggine perché chi capisce solo un minimo sa che le tele si arrotolano con il colore all’esterno. E’ stato un errore davvero fatale e lo si vede chiaramente dalle piegature orizzontali della tela. Per fortuna le cadute di colore non interessano i visi delle figure».
Nei giorni scorsi gli stessi poliziotti autori del salvataggio dell’opera di Modena hanno raccontato al sito web marocchino www.telquel.com la vicenda relativa alla individuazione e recupero dell’opera. «Abbiamo identificato il ladro dell’opera e si tratta di un cittadino marocchino presente in Italia. Sappiamo tutto di lui, ha il profilo di un immigrato ordinario, ed è fuori dal Marocco dal 2015. Gli arrestati sono lavoratori comuni che volevano arricchirsi rapidamente, non dotati di grande ingegno».
Quando ha capito di essere vicina al Guercino, la polizia marocchina ha ingaggiato un esperto che, in coppia con un giovane agente, si è spacciato per l’emissario di un ricco collezionista di Casablanca che avrebbe comprato l’opera per circa un milione di euro in contanti (10 milioni di dirham locali). «Perché l’operazione fosse credibile, spiegano ancora i poliziotti africani, abbiamo fornito al nostro agente anche una preziosa Mercedes e dato sempre appuntamenti ai ladri in alberghi di lusso. Il blitz finale, con gli arresti, è scattato il 15 febbraio. Attualmente siamo in contatto con le autorità italiane e l’ambasciata per il rimpatrio dell’opera».
L’Interpol e le polizie di Italia e Marocco sono ora sulle tracce di un quinto uomo oltre ai quattro già arrestati.

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di Stefano Luppi, edizione online, 23 marzo 2017


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