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Boltanski a Bologna, anime e cuori

L'artista francese protagonista da giugno di un progetto composito che prevede un'antologica al MAMbo, uno spettacolo teatrale, un'installazione, un intervento di arte pubblica e un progetto speciale

Christian Boltanski,  Animitas (blanc). Copyright  © Christian Boltanski, 2017

Bologna. Christian Boltanski (Parigi 1944) ancora protagonista a Bologna con il progetto composito «Anime. Di luogo in luogo», previsto da giugno a novembre per la cura di Danilo Eccher. L’iniziativa è promossa da Comune di Bologna e Emilia-Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con l’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica e Regione Emilia-Romagna. Previsto un percorso in diversi luoghi della città che consente di presentare l'opera di Boltanski in tutte le sue dimensioni espressive: un'ampia mostra antologica al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, uno spettacolo teatrale al teatro Arena del Sole, un'installazione presso l'ex bunker polveriera nel Giardino Lunetta Gamberini e un progetto speciale all'interno dell'ex parcheggio Giuriolo.
A metà giugno in giro per la città è previsto un intervento di arte pubblica di grande impatto visivo Billboards. Cinque immagini di essi, personalmente selezionate dall’artista, sono riprodotte su numerosi tabelloni pubblicitari di vario formato, installati lungo le principali strade periferiche della città.

La mostra antologica sarà allestita al MAMbo dal 26 giugno al 12 novembre, con la presenza di 20 installazioni del maestro francese realizzate dalla metà degli anni Ottanta fino agli anni più recenti. La  Sala delle Ciminiere del museo sarà occupata dalla struttura labirintica dell’installazione ambientale «Regard-Eyes»: immagini sfocate di volti anonimi stampate in bianco e nero su un tessuto trasparente di grande formato provenienti dall'archivio fotografico personale dell’artista. Prevista anche «Volver», una forma piramidale alta oltre tre metri interamente ricoperta da coperte isotermiche dorate, materiali che richiamano le drammatiche immagini dei primi soccorsi prestati ai migranti. Al concetto della transitorietà dell'esistenza umana e della ricostruzione di tracce di vita quotidiana è ispirata anche l’installazione, visibile da giugno, nell'ex bunker polveriera del Giardino Lunetta Gamberini. La costruzione militare di origine ottocentesca, prima di essere chiusa per motivi di sicurezza, negli ultimi anni era divenuta un rifugio improvvisato di sconosciuti senza tetto. Ma c’è anche il teatro in occasione della celebrazione del trentasettesimo anniversario della Strage di Ustica.
Il 27 giugno inaugura l'installazione performance «Ultima», frutto della collaborazione di Boltanski con lo scenografo Jean Kalman e il compositore Franck Krawczyk, che trasforma la sala principale del teatro Arena del Sole, rivelandone inedite dimensioni espressive. A settembre, per tre giorni, si svolgerà «Take me (I'm yours)» che vedrà Boltanski nel ruolo di curatore di un inusuale esperimento di arte popolare, trasformando l'ex parcheggio Giuriolo in un contesto di arte diffusa in cui gli spettatori sono invitati a interagire con l'arte o ad appropriarsene.

Spiega il curatore Danilo Eccher: «Anima è un termine che, al singolare e nelle sue molteplici declinazioni, si riferisce al principio vitale dell’uomo. Al plurale, il termine rimanda alla collettività, alle storie dei singoli individui e alla storia, ma non manca di lasciare una prospettiva immaginaria per proiettare il presente nel futuro, trasmettendo un fiducioso senso di continuità». L’artista francese di fama internazionale ha un legame molto forte dal 1997 (a Villa delle Rose la mostra «Pentimenti») con il capoluogo emiliano. È l’autore dell'opera «A proposito di Ustica», visibile dal 2007 al Museo per la Memoria di Ustica che commemora le 81 vittime perite nel disastro aereo, luogo dove continua il suo progetto «Les Archives du Cœur». Si tratta di un database molto particolare: a partire dal 2008 Boltanski colleziona la registrazione di battiti cardiaci, raccolti in giro per il mondo e archiviati dal 2010 sull'isola giapponese Teshima. Chi desidera sottoporsi a questo esperimento è invitato ad accomodarsi per registrare il proprio ritmo cardiaco tramite una macchina che lascia traccia del cuore di ognuno su memoria elettronica e permette di portarsi a casa su cd la testimonianza del proprio essere vivente del mondo. Finora sono stati raccolti sessantamila battiti di persone.

di Stefano Luppi, edizione online, 26 aprile 2017


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