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Agenda veneziana/1: gli appuntamenti da non perdere nella settimana della Biennale

Museo Correr  Shirin Neshat  The Home of My Eyes  13 Maggio - 26 Novembre 2017  01.  Shirin Neshat  Anna, from "The Home of My Eyes" series, 2015  Silver Gelatin Print and Ink  152.4 x 101.6cm (40 x 60 in)  Courtesy Written Art Foundation, Frankfurt am Main, Germany

Venezia. Inizierà il 9 e ci accompagnerà sino al 13 maggio, giorno di apertura di questa 57ma Esposizione Internazionale d’Arte, il turbinio di preview stampa e vernici che animerà quasi senza sosta lo scenario lagunare.
Ad aprile, si sono avuti i primi assaggi di un’offerta espositiva che sempre più si concentra a ridosso o in concomitanza delle rispettive Biennali (Arte/Architettura): Hirst a Punta della Dogana e Palazzo Grassi per la Fondazione Pinault (fino al 3 dicembre), Sottsass alle Stanze del Vetro, sull’Isola di San Giorgio Maggiore (fino al 30 luglio), LaChapelle ai tre Oci alla Giudecca (fino al 10 settembre), Vik Muniz a Palazzo Cini a San Vio (fino al 24 luglio).

Agenda alla mano, ecco una selezione delle mostre che apriranno i battenti nei prossimi giorni e che inevitabilmente includono alcuni eventi collaterali ufficiali della Biennale Arte.

I Musei Civici
Sotto l’egida di «Muve Contemporaneo», l’oramai consolidato programma che la Fondazione Musei Civici veneziani propone dal 2013 in occasione delle Biennali, l’offerta si distribuisce nelle diverse sedi allineando la data di apertura al pubblico al 13 maggio.
A Palazzo Fortuny «Intuition» muove, come suggerisce il titolo stesso, dal concetto d’intuizione in quanto «capacità di acquisire conoscenze senza prove o ragionamenti coscienti». L’interpretazione trasversale di questo concetto (sogno, fantasia paranormale, meditazione, potere creativo, fino all’ipnosi e all’ispirazione creativa) interseca antico e contemporaneo portando a Palazzo anche Vassilij Kandinskij, Paul Klee, Hilma af Klint, la ricerca spaziale e temporale intrapresa dai gruppi Gutai, Cobra, Zero, Spazialismo e Fluxus (Kazuo Shiraga, Pierre Alechinsky, Lucio Fontana, Mario Deluigi e Joseph Beuys), rappresentazioni legate al sogno, alla telepatia, e all’ipnosi realizzate da giovani artisti come Marcos Lutyens, Yasmine Hugonnet, Angel Vergara e Matteo Nasini.  
Al Correr l’iraniana Shirin Neshat con «The Home of My Eyes» (evento collaterale ufficiale) presenta un corpus di oltre 50 scatti (ritratti di singole persone residenti in varie regioni dell’Azerbaigian) e sino ad oggi mai esposti in Europa mentre Roger de Montebello coniuga nel suo lavoro sperimentale pittura e fotografia. Protagonista è Venezia: architetture riflesse si alternano a volti e altri soggetti.
Ca’ Rezzonico, museo del Settecento veneziano, si fa teatro del progetto site specific di Marzia Migliora. In «Velme» (il termine dialettale indica una parte di fondale poco profondo che riaffiora con la bassa marea) le installazioni interagiscono con gli spazi (il Portego), gli arredi (gli specchi), parte della collezione esplicitando, nel messaggio, condizioni di sfruttamento delle risorse umane, naturali, lavorative.
A Ca’ Pesaro fa tappa (ma dal 28 giugno) David Hockney con i suoi «82 Portraits and 1 Still life», al Ducale, nelle prigioni del Palazzo, Douglas Gordon porta la videoinstallazione «Gente di Palermo!» avente come scenario la Cripta dei Cappuccini del capoluogo siciliano mentre a Murano il Museo del Vetro inaugura una fitta programmazione con Gaetano Pesce.


Le Fondazioni
A partire dal 10 maggio Giovanni Anselmo ed Elisabetta di Maggio abitano la Fondazione Querini Stampalia, il primo con quattro installazioni, una per ogni ambiente dello Spazio Carlo Scarpa; la seconda, con il lavoro site specific «Natura quasi trasparente» nella casa museo; alla Peggy Guggenheim (dal 6 maggio) la personale di Mark Tobey dal titolo «Luce Filante» propone un corpus di 66 dipinti che spaziano dalle produzioni degli anni Venti fino ad arrivare agli anni Settanta; alla Fondazione Prada (dal 13), a Ca’ Corner della Regina, «The Boat is Leaking. The Captain Lied» è il progetto pluridisciplinare che pone in dialogo cinema (Alexander Kluge) arte (Thomas Demand) e teatro (Anna Viebrock) traendo spunto dalle criticità del tempo presente.
Sull’Isola di San Giorgio la ricca proposta espositiva include Alighiero Boetti alla Fondazione Cini. «Minimum/Maximum» (dal 12 maggio) mette a confronto il più piccolo formato e il più grande nei lavori tra il 1967 e il 1994 organizzati in 11 sezioni.

Palazzi e altre sedi
A Palazzo Franchetti dall’11 maggio si rinnova l’appuntamento con «Glasstress» organizzato dalla Fondazione Berengo. 40 artisti (tra questi Ai Weiwei, Jan Fabre, Ugo Rondinone, Thomas Schutte) espongono il frutto della collaborazione con maestri vetrai muranesi; la moscovita V-A-C Foundation trova casa alle Zattere, in un palazzo fresco di restauro che ne diventa la sede lagunare. «Space-Force-Construction» (dal 13 maggio), la mostra inaugurale vede coinvolti oltre 100 artisti in un progetto che coniuga arte sovietica degli anni Venti e Trenta in dialogo con lavori (anche site specific) di artisti contemporanei.
E ancora: Yuri Ancarani al Caffè Florian (dall’11), Carol Rama a Palazzo Ca’ Nova (oggi l'inaugurazione), Flavio Favelli (ma solo dall’8 maggio fino al 12) in Fondamenta sant’Anna, nel Sestiere di Castello. Quest’ultimo allestisce un singolare negozio temporaneo in cui oggetti siglati e firmati dall’artista sono messi in vendita a 20 euro.


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di Veronica Rodenigo, edizione online, 8 maggio 2017


  • Museo di Ca’ Rezzonico - Portego Primo Piano, Marzia Migliora, «Velme», dal 13 maggio al 26 novembre
  • Museo di Palazzo Fortuny, «Intuition», 13 maggio - 27 novembre: Jana Sterbak, Artist as Combustible, 1986 Fondazione Museion, Museo di Arte Moderna e Contemporanea, Bolzano,  Collezione Enea Righi © Antonio Maniscalco
  • Una veduta della mostra di Mark Tobey alla Collezione Peggy Guggenheim. Foto: Matteo de Fina
  • Univers, il negozio metafisico che Flavio Favelli allestisce a Venezia dall'8 al 12 maggio.  Immagine: © Flavio Favelli

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