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SPECIALE BIENNALE DI VENEZIA I Padiglioni nazionali ai Giardini/1

«Folly» di Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna. Foto di Micaela Deiana

Gran Bretagna
La scultrice Phyllida Barlow presenta «Folly», imponente installazione che conquista l'intero padiglione, arrivando a espandersi nel patio. I lavori instaurano un incontro-scontro con l'architettura classica, fra i materiali poveri e di scarto con cui le sculture sono realizzate e gli stilemi tradizionali che caratterizzano l'identità solenne dello spazio.
http://venicebiennale.britishcouncil.org


Ungheria

Il progetto di Gyula Várnai prende titolo dallo slogan usato durante la Guerra Fredda dal regime socialista «Peace on Earth!» e riflette su come oggi, mutati i tempi, simili slanci utopici abbiano perso aderenza alla realtà. Il padiglione affronta quindi la relatività del nostro rapporto con il futuro, eroso dall'impoverimento delle ideologie e dalla velocità tecnologica.
http://varnaigyula.hu/szivarvany

Paesi Nordici (Finlandia – Norvegia – Svezia)
«Mirrored», una collettiva di sei artisti costruisce uno spazio privo di determinazioni geografiche puntuali, una riflessione sull'urbano attraverso i materiali industriali e le testure riportate in digitale. Attraverso la materialità delle installazioni ambientali e dei singoli lavori si vogliono mettere in discussione gli stereotipi nordici e la correlazione stringente e talvolta didascalica tra narrazione e storia dei luoghi.

Corea
«Counterbalance: The Stone and The Mountain», nasce dalla curatela di Lee DaeHyung con gli artisti Cody Choi e Lee Wan e indaga il rapporto fra le storie personali e quelle nazionali. Le differenze culturali e il controverso rapporto fra assimilazione e rigetto dei nuovi innesti traccia una relazione fra Occidente e Oriente, e, in questa dinamica, fra individuo, società e sistema economici.

Francia
Il padiglione viene trasformato dall'artista Xavier Veilhan in uno studio dedicato al suono, alla produzione e alla realizzazione di nuovi lavori musicali. L'architettura in legno sconvolge lo spazio originale e lo rende funzionale luogo di concerto per i musicisti coinvolti nei mesi della Biennale e accogliente antro di ascolto per i visitatori.
www.institutfrancais.com

Canada
Non troverete nulla di quanto ricordavate del padiglione canadese. Geoffrey Farmer l'ha sventrato e trasformato in «A Way out of the Mirror», un'installazione che ha il suo cuore nella fontana (allegramente funzionante) del Washington Square Park, il cortile del San Francisco Art Institute, circondata da altri elementi surreali quali pendole animate, mantidi religiose intente a leggere e tartarughe che trasportano libri.
www.gallery.ca/venice/

di Micaela Deiana, edizione online, 10 maggio 2017


  • «Folly» di Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna. Foto di Micaela Deiana
  • «Folly» di Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna. Foto di Micaela Deiana
  • «Folly» di Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna. Foto di Micaela Deiana
  • «Folly» di Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna. Foto di Micaela Deiana
  • Il progetto di Gyula Várnai per il Padiglione dell'Ungheria. Foto di Micaela Deiana
  • Il progetto di Gyula Várnai per il Padiglione dell'Ungheria. Foto di Micaela Deiana
  • Phyllida Barlow nel Padiglione della Gran Bretagna ai Giardini. Foto di Micaela Deiana
  • Il progetto di Xavier Veilhan per il Padiglione della Francia. Foto di Micaela Deiana

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