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Mostre


La Menorà, una storia millenaria

Il più antico simbolo ebraico in mostra ai Musei Vaticani e al Museo Ebraico di Roma

La Bibbia di San Paolo fuori le Mura, IX secolo,  Roma, Biblioteca dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura

Città del Vaticano. Il Braccio di Carlo Magno, sede espositiva dei Musei Vaticani situata nell’ambiente progettato da Bernini per raccordare la facciata di San Pietro al colonnato della piazza, ospita fino al 23 luglio la mostra «La Menorà: Culto, Storia e Mito». Per la prima volta l’istituzione vaticana accoglie un’esposizione divisa in due differenti sezioni: una nel Braccio di Carlo Magno, per l’appunto, l’altra nel Museo Ebraico di Roma. L’evento espositivo è difatti frutto di un’inedita collaborazione tra Stato della Città del Vaticano e Comunità Ebraica di Roma che, nell’ambito di un progetto che ha richiesto quattro anni di lavoro, hanno cooperato per la realizzazione di una mostra dedicata alla Menorà, alla sua storia millenaria e alla sua rappresentazione attraverso le epoche e gli stili.

Nel corso della presentazione alla stampa della mostra, curata da Arnold Nesselrath, Alessandra Di Castro e Francesco Leone, la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta ha sottolineato la pregnanza simbolica del progetto, «avvincente racconto per immagini». La valenza simbolica è stata ribadita da Nesselrath, delegato per i Dipartimenti Scientifici e i Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani, per il quale «la Menorà splende sulla piazza di San Pietro come esempio di dialogo e messaggio di buona volontà».
Per Alessandra Di Castro, direttrice del Museo Ebraico di Roma, il percorso diviso tra i due musei ha offerto inoltre la possibilità di mostrare le opere del piccolo Museo Ebraico, piccolo per dimensioni non per importanza storica, in una prospettiva di «monumentalità inaspettata». Mentre Francesco Leone, professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, ha invitato «a seguire la Menorà tra le braccia di Gian Lorenzo Bernini, proprio nella città nel cui cerchio magico, per citare Gregorovius, tutto è accaduto, e la Menorà è apparsa e scomparsa».

Come narra il libro dell’Esodo, il candelabro a sette bracci fu forgiato in oro da Mosè su indicazione del Signore. Collocato nel Tempio di Gerusalemme, andò disperso con la distruzione del Tempio a opera di Nabucodonosor II di Babilonia nel 586 a.C. Nel 70 d.C. l’imperatore Tito condurrà a Roma la Menorà sottratta al secondo Tempio, distrutto dalle sue truppe nel corso della prima guerra giudaica. Ancora una razzia, l’ultima questa, disperderà per sempre la Menorà, predata dai Vandali di Genserico durante il sacco del 455.

Le opere in esposizione, 120 nel Braccio di Carlo Magno, dieci nel Museo Ebraico, mostrano come l’immagine del candelabro ebraico sia stata riprodotta e perpetuata in pittura, scultura, architettura, arti decorative, attraversando i secoli e conoscendo un’ininterrotta fortuna iconografica. Il percorso espositivo, ispirato alla forma del rotolo della Torà, prende le mosse dalla grande pietra proveniente dal sito dell’antica sinagoga di Magdala in Galilea (50 a.C.-50 d.C.), e, passando per capolavori come la Bibbia di San Paolo fuori le Mura, manoscritto del IX secolo conservato presso la Biblioteca dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma, giunge ai nostri giorni, con opere di Marc Chagall, Antonietta Raphaël, e ancora, con un disegno preparatorio di William Kentridge per «Triumphs & Laments». Oltre a due magnifiche versioni della «Distruzione del Tempio di Gerusalemme» di Nicolas Poussin, una dal Kunsthistorisches Museum di Vienna (1638), l’altra dall'Israel Museum di Gerusalemme (1625-26), tra i prestiti da grandi musei internazionali si segnalano infine gli oli su tavola «La cacciata dei mercanti dal Tempio» (1550-1579) di Marcello Venusti dalla National Gallery di Londra, e «La circoncisione di Gesù al Tempio» (1520-154) di Giulio Romano proveniente dal Louvre, opere accomunate dalla raffigurazione della Menorà inquadrata dalle colonne tortili del Tempio di Gerusalemme.

di Arianna Antoniutti, edizione online, 16 maggio 2017


  • Vetro dorato con raffigurazione di oggetti simbolico-rituali ebraici, IV secolo, Musei Vaticani

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