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Jeff Koons collezionista al Festival di Storia dell'arte di Fontainebleau

La settima edizione ha come tema la Natura. Gli Stati Uniti sono il Paese ospite

Il castello di Fontainebleau

Fontainebleau (Francia). ÈJeff Koons la star della settima edizione del Festival de l’Histoire de l’art che si tiene questo fine settimana al castello di Fontainebleau, nella regione di Parigi. Un appuntamento con la storia dell’arte che, nato nel 2010, attira un pubblico sempre più vasto (27mila i visitatori della scorsa edizione). Il tema centrale quest’anno è la Natura, mentre gli Stati Uniti sono il Paese ospite. L’artista americano più quotato al mondo, 62 anni, padre del «Balloon Dog» (che nella sua versione color magenta è stato venduto da Christie’s nel 2013 per 58 milioni di dollari), ha aperto la rassegna questa mattina con una conferenza in cui ha presentato la sua collezione personale d’arte, che conta opere di Manet, Magritte, Lichtenstein, Warhol, Picasso, Dali. Koons ha raccontato diversi aneddoti sui suoi gusti artistici e le sue acquisizioni. «Manet è l’artista che ha cambiato la mia vita», ha detto l’americano, confidando di aver voluto mettere gli acquerelli dell’Impressionista alle pareti della sua camera da letto. Koons è stato invitato anche a parlare del suo lavoro: «Un modo per ricordare che la storia dell’arte si scrive anche nel presente», ha detto Eric de Chassey, direttore dell’Institut national d’Histoire de l’art (INHA), che coordina il festival. L’artista americano è anche al centro del film «Un homme de confiance» di Judit Kele e Patrick Javault, presentato questa sera. Su tre giorni si tengono a Fontainbleau più di 400 eventi, tra conferenze, atelier, proiezioni, dibattiti, tutti a ingresso gratuito. Il comitato scientifico ha scelto come chiave di lettura di questa edizione la Natura, «un tema tradizionale della storia dell’arte, ma centrale anche per le società in cui viviamo: la storia dell’arte, ha sottolineato de Chassey, ex direttore della Villa Medici, a Roma, non è una disciplina morta che si situa al di fuori dei problemi delle società attuali. Al contrario, è una disciplina viva quando si appropria di queste tematiche». Temi attualissimi come l’arte ecologica e lo sviluppo sostenibile sono del resto al centro di una tavola rotonda che si tiene oggi. Una serie di conferenze traccia inoltre i ritratti di alcune figure centrali della scena artistica americana, tra cui Edward Hopper, Andy Warhol, Cy Twombly, ma anche l’architetto Frank Gehry e il paesaggista Frederic Edwin Church, esponente della Hudson River School.  

di Luana De Micco, edizione online, 3 giugno 2017


  • Jet Koons in una foto d'archivio

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