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Art Basel, vento favorevole tra economia e politica

L’esito delle elezioni in Francia e i risultati delle aste primaverili a New York portano ottimismo sulla Messeplatz

«Evergreen» (2017) di Robin Rhode. Courtesy l’artista e Stevenson gallery, Cape Town e Johannesburg. Courtesy Art BAsel

Basilea (Svizzera). Dopo le elezioni presidenziali in Francia e le aste primaverili di New York, che hanno registrato ottimi prezzi per le opere di alta qualità, i collezionisti potrebbero pensare che l’instabilità politica ed economica che ha caratterizzato il mercato dell’arte occidentale nella prima metà dell’anno stia iniziando a ridursi.
I 291 galleristi presenti alla 48ma edizione di Art Basel, che si svolge dal 15 al 18 giugno, sono pronti a soddisfare la forte domanda per opere eccezionali e inedite, ma arrivano in  fiera armati anche di opere che si rivolgono al momento contemporaneo. Diciassette le new entry, di cui tre provenienti dalla regione pacifico-asiatica (Antenna Space, Shanghai; Magician Space, Pechino; Hopkinson Mossman, Auckland) e una dall’Africa (Gypsum Gallery, Il Cairo). Tra i ritorni, Salon 94, Susanne Vielmetter, Los Angeles Projects e Kraupa-Tuskany Zeidler sono state promosse alla sezione delle gallerie principali. La sezione «Statements», dedicato ai progetti personali proposti da gallerie giovani, dà il benvenuto a otto esordienti tra cui Antenna Space di Shanghai, tra le più attese, che presenta l’installazione sensoriale-situazionista di Guan Xiao «Air Freshner, Spray» (2017).
La politica, tema centrale del programma Film, è presente a macro e microlivelli. L’artista  filippina Martha Atienza, nella galleria Silversens nella sezione «Statements» presenta la sua eco-videoinstallazione «Our Islands». Arratia Beer allestisce un’installazione in due parti di Omer Fast che mostra l’esercitazione di un operatore di drone statunitense. Nella sezione «Unlimited», destinata a opere monumentali, Andrea Bowers ricoprirà una parete con una serie di simboli di protesta femminista su cartone: rappresentano l’artista Andrew Kreps, kaufmann repetto e Vielmetter.
L’Espressionismo tedesco è il focus nello stand della Galerie St Etienne dov’è protagonista un ritratto a grandezza naturale della cantante d’opera Elisabeth Stüntzner (1932) di Otto Dix, con l’aggiunta di «Ritratto di Irma Simo» (1924) di Max Beckmann, per la prima volta sul mercato. Le stampe di Beckmann degli anni Dieci-Venti del Novecento sono protagoniste da Jörg Maass Kunsthandel, mentre la Galerie Thomas di Monaco propone opere di Emil Nolde, August Macke e Max Pechstein. Borzo di Amsterdam offre sette variazioni su monocromi del XX e XXI secolo di artisti tra cui Bram Bogart, Ewerdt Hilgemann, Jan Schoonhoven ed Esther Tielemans. Altri monocromi sono visibili nella sezione «Feature» nello stand di Peter Blum, con opere di Robert Ryman.

Sull’onda della moda che invita alla partecipazione attiva dei visitatori vista a Frieze New York, Sadie Coles HQ propone «The Kiss» di Urs Fischer, un d’après della famosa scultura di Rodin nel centenario della sua morte. La versione su grande scala di Fischer invita il pubblico a lasciare letteralmente il segno sulla scultura di plastilina bianca, di cui è stata esposta un’altra versione all’inizio dell’anno nella galleria londinese. All’esterno della sede, Claudia Comte ridisegna la Messeplatz come un luna park curato da Chus Martínez, con un titolo palindromo: «NOW I WON». Tra giochi competitivi come freccette, bowling e minigolf, i target painting e le sculture in legno della Comte creano il palcoscenico per il premio più importante in palio: una sua opera d’arte originale. Cospicua, come da tradizione, la rappresentativa di gallerie italiane. Quest’anno sono 21 (incluse la Stein, De Carlo e Zero...) e, considerati i criteri estremamente selettivi nell’ammissione degli espositori ad Art Basel, è una conferma dell’eccellente lavoro svolto dai nostri galleristi. In queste pagine, alcuni tra i loro programmi più significativi per Art Basel.

Lo speciale Art Basel prosegue nel numero in edicola

di Sarah P. Hanson e Federico Florian, edizione online, 12 giugno 2017


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