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Musei


Un museo multimediale per Federico II amante delle culture

Jesi apre un istituto con touch screen e installazioni sull’imperatore che nacque nella città marchigiana. La storica Anna Laura Trombetti Budriesi: «Voleva uno Stato retto da persone preparate»

Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci

Jesi (Ancona). «La figura di Federico II di Svevia resta perché le contingenze passano, le opere no. A lui si deve per esempio il primo codice di diritto d’Europa. E una grande curiosità per la conoscenza. È stato un ponte di una cultura aperta alle altre culture. A Palermo sente il muezzin, sente parlare greco, gli ebrei, nasce in un mondo cosmopolita e valuta l’importanza della mescolanza tra culture ed etnie. Ci lascia un’eredità molto forte». Anna Laura Trombetti Budriesi, docente di Storia medievale all’Università di Bologna, è la curatrice di un museo multimediale su Federico II fatto di touchscreen, schermi, immagini, riproduzioni virtuali di codici miniati e di monumenti come Castel del Monte, pannelli, installazioni, sull’imperatore che nacque a Jesi nel 1194 e morì vicino a San Severo in Puglia nel 1250.
Il museo, inteso come luogo dove il codice miniato è riprodotto, non presente fisicamente, è nel ristrutturato Palazzo Ghislieri, in piazza Federico II. Aperto dal 1° luglio, il tono un po’ enfatico «Museo Federico II, Stupor Mundi» è storicamente corretto perché così lo definivano i suoi contemporanei. D’altro il palazzo ha un asso nella manica: dà sulla «piazza dove il 26 dicembre 1194 Costanza d’Altavilla, sotto una tenda in mezzo al popolo, diede alla luce Federico II Hohenstaufen, futuro re di Germania e di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero», ci ricordano le note stampa. L’imperatore svevo non dimenticò: in una lettera del 1239 agli abitanti descrisse Jesi come «la nostra Betlemme».
Le sedici sale, ognuna a tema, raccontano la nascita con il parto illustrato con ombre cinesi, le battaglie, i monumenti siciliani con ricostruzioni dalla Cappella Palatina di Palermo a Castel del Monte in Puglia, il regno di Germania, con l’obiettivo di coprire l’intero arco della sua esistenza. «Qui potete vedere immagini, testi, fiction, miniature animate, costumi ricostruiti e reinterpretati non in maniera filologica e con grande maestria da Gianni Ravelli, costumista scenografo del Teatro Pergolesi di Jesi», racconta Anna Laura Trombetti Budriesi. E quel che deve emergere è una personalità poliedrica in grado di marcare i secoli e non solo la sua epoca. Le sale illustrano il suo trattato sulla falconeria ancor oggi consultato, i saperi dalla matematica alla medicina, la scuola poetica siciliana, la crociata che Federico concluse in pace con un sultano; parlano delle quattro mogli e dei figli, mentre un attore in una «intervista impossibile» risponde agli interrogativi di noi moderni. E il messaggio di fondo è trasmettere la sua sete di conoscenza e la sua idea di uno Stato funzionale, efficiente. «Federico II voleva un ceto dirigente preparato e per questo mise in piedi l’Università di Napoli. Alla fine verrà deposto e sconfitto, ma resta il fatto che concepì uno Stato moderno», ricorda Anna Laura Trombetti Budriesi.

La studiosa stima il costo totale intorno ai due milioni di euro compresi i lavori di ristrutturazione. È un progetto privato: lo ha voluto e finanziato l’imprenditore e presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, Gennaro Pieralisi con il contributo di Fondazione Marche in collaborazione con il Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la Fondazione Federico II Hohenstaufen, la Fondazione Pergolesi Spontini e la Regione Marche. Alla curatela scientifica hanno contribuito Laura Pasquini e Tommaso Duranti, ricercatori al Dipartimento di storia culture civiltà dell’ateneo bolognese.

Info: Tel. 0731 084470 o 0731 20294 www.federicosecondostupormundi.it
info@federicosecondostupormundi.it

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Risorse in rete:
Chi era Federico II
http://www.treccani.it/enciclopedia/federico-ii-imperatore/

di Stefano Miliani, edizione online, 1 luglio 2017


  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci
  • Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi. Foto: Stefano Binci

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