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Il senso di Samorì per il sacro in Pescheria

L’artista, che ha preso parte al Padiglione italiano della Biennale di Venezia del 2015, descrive i rimandi a santi ed eremiti per la sua mostra creata per il Centro Arti Visive di Pesaro

Centro Arti Visive Pescheria

Pesaro (Pesaro-Urbino). «“La candela per far luce deve consumarsi” è l’ultima frase attribuita a san Carlo Borromeo. Ha a che fare con la natura delle immagini, che per brillare si mettono in pericolo, e trasmette un senso del sacro. Per questo ho intitolato così la mia mostra pesarese». Lo spiega Nicola Samorì, artista nato nel 1977 che, fino al 1 ottobre,  impagina un palinsesto concepito con forti rimandi al sacro nel Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, con la cura di Marcello Smarrelli.

«Eccetto un paio, sono tutti lavori inediti. Cinque sculture di oltre tre metri in legno costituiscono un colonnato alternato alle colonne dell’ex mercato; possono ricordare il legno dilavato ma in realtà  hanno imperfezioni speculari», racconta l’artista, che nel 2015 ha preso parte al Padiglione italiano della Biennale di Venezia. Su una parete dell’ex Pescheria, che ingloba l’ex chiesa del Suffragio, altissima, a pianta dodecagonale, scorrono suoi quadri e marine del ‘700 e ‘800 selezionate dai depositi dei Musei Civici di Palazzo Mosca, nell’intento di creare un gioco visivo tra verticalità delle sculture e linee orizzontali dei dipinti che evocano il mare.

Accanto a un ovale di Giuseppe Maria Crespi, sfregiato nell’ultima guerra, e a un quadro di Nicola Zafuri del ‘600, anch’essi provenienti da Palazzo Mosca, Samorì alza una scultura in legno di 5,3 metri: «È come un cero in parziale dissoluzione. Lo spazio parzialmente oscurato e le opere illuminate da spot possono suggerire l’idea di una grotta dei martiri», racconta ancora l’artista, che ha il suo studio a Bagnacavallo (Ravenna) in un ex convento francescano. «Queste presenze si possono immaginare come santi eremiti che convergono verso il cero gigante, che si consuma al centro: diventano vite dei santi che si illuminano consumandosi», aggiunge Smarrelli, direttore artistico della vivace Fondazione Pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo a Roma.
Promuovono la rassegna il Comune e Sistema Museo con la galleria Monitor.

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http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/3/123641.html

Risorse in rete:
La Pescheria
http://www.centroartivisivepescheria.it

di Stefano Miliani, edizione online, 13 luglio 2017


  • Nicola Samorì
  • Nicola Samorì Lingua Greca 2017

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