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«Voglio i musei gratuiti»

Oreste Rutigliano, il neopresidente di Italia Nostra, è «combattivo e movimentista»

Oreste Rutigliano, presidente di Italia Nostra

Roma. Si reputa «militante storico» dal 1971, e allievo di Antonio Cederna, il nuovo presidente di Italia Nostra Oreste Rutigliano: con la sua elezione a fine maggio al posto del dimissionario Marco Parini (presidente dal 2012) e il rinnovo dei vertici l’associazione conta di uscire da un periodo di turbolenze.
Come si descrive e come intende condurre Italia Nostra?
Non è diversa da prima, anche se la mia esperienza romana è più combattiva e movimentista. Mi butto nelle battaglie senza guardare in faccia nessuno. Sono stato apprendista manager, poi impiegato statale, poi una carriera politica in Consiglio comunale. Sempre libero da condizionamenti. Ora in pensione, ho 75 anni.
In cima alla sua agenda che cosa c’è?
In questo momento c’è lo stadio a Tor di Valle a Roma che non va costruito. Io sono per un’urbanistica rigorosa, estremamente controllata, non quella contrattata che non porta bene alla città né alla politica che ha ceduto molto potere ai costruttori.
Le discariche intorno a Roma sono un’emergenza, e a volte possono incidere sul paesaggio.
Quando una discarica interferisce con un paesaggio storico partiamo all’attacco. Quando stavano per aprirne una accanto a Villa Adriana a Tivoli ci siamo opposti. Intorno ai Fori e al Colosseo andrebbe creata la tanto sognata «isola» libera da auto e dai cantieri della metropolitana, con progetti di verde. Vorrei poi l’ingresso gratuito nei musei: richiamerebbero più attenzione e un turismo internazionale anche di pregio. Lo Stato alla fine ci guadagnerebbe e attuerebbe una politica opposta al voler attrarre visitatori nei posti più famosi.
Già il nuovo piano del turismo promosso dal Mibact vuole attirare visitatori lontano dalle solite mete.
Vedremo se è vero. Negli ultimi venti anni si è individuato nel Mibact la palla al piede di una deriva liberista. Infatti perde potere quando sarebbe estremamente necessario in un Paese devastato da villettopoli; i soprintendenti a qualcuno danno fastidio e difendere la tutela è ora il compito più importante.
Molti sì, ma non tutti i soprintendenti sono stati un argine.
Senza di loro saremmo stati abbandonati ai gusti imperanti. Italia Nostra ha l’orgoglio di aver indicato nell’eolico un grande scempio. E certe Soprintendenze hanno tamponato queste azioni miliardarie: quella molisana (ho le mie radici lì) ha salvato un sito archeologico come Pietrabbondante (Is).

di Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 377, luglio 2017


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