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Fotografia


Reincontrarsi ad Arles

48mo appuntamento di ogni estate nella cittadina provenzale

«Silent side, Neishabour, Iran», settembre 2015, di Sina Shiri.  Copyright Rencontres Arles Shadi Ghadirian

Arles (Francia). Con un’affluenza di oltre 100mila visitatori nel 2016, Les Rencontres de la Photographie di Arles, giunti quest’anno alla quarantottesima edizione e diretti dal 2014 da Sam Stourdzé, si confermano come uno degli eventi più attesi del panorama della fotografia internazionale. Le giornate inaugurali si svolgeranno dal 3 al 9 luglio, il programma espositivo e didattico proseguirà fino al 24 settembre.
Le circa quaranta mostre in programma, con la partecipazione di 250 artisti distribuiti tra 25 spazi espositivi (numerose le novità), intendono offrire una panoramica contemporanea e variegata di temi cari alla storia del mezzo. La capacità della fotografia di documentare la realtà e i mutamenti del territorio è esplorata (con approfondimenti dedicati alla Colombia e all’Iran) attraverso gli sguardi di maestri quali Joel Meyerowitz, Michael Wolf e Marie Bovo e quelli dei partecipanti a esperienze di rilevanza storica come la Mission Photographique de la Datar (1983-89). Ma si rivela anche l’efficacia della fotografia come strumento di costruzione della realtà, mediante le pratiche di messinscena utilizzate da autori come Roger Ballen, Masahisa Fukase, Audrey Tautou. Infine, una mostra per celebrare i 40 anni del Centre Georges Pompidou e una personale di Jean Dubuffet (1931-85) proporranno un’inedita rilettura del Surrealismo in fotografia. Un occhio di riguardo è riservato all’attualità, con la sezione «World Disorders», che affronta temi quali il cambiamento climatico, la mutazione degli assetti geopolitici mondiali e le battaglie per la difesa dei diritti umani nelle opere di Mathieu Asselin, Gideon Mendel, Niels Ackermann & Sébastien Gobert. Non mancherà lo spazio dedicato agli autori più giovani con il New Discovery Award, premio dedicato a un artista emergente selezionato tra quelli presentati da una selezione di gallerie internazionali nella sezione «Emergences». Numerosi i momenti di dialogo con il pubblico, tra cui si segnala il nuovo progetto del collettivo Ground Control, piattaforma di incontro e dibattito che coinvolgerà, tra gli altri, il collettivo spagnolo Blank Paper.
All’editoria fotografica è dedicato il Cosmos-Arles Books, fiera curata da Olivier Cablat e Sebastian Hau, alla presenza di oltre 80 editori e un programma collaterale di book signing, incontri e conferenze. Sempre all’editoria sono dedicati due premi, gli Arles Book Awards, selezionati tra le pubblicazioni della prima metà dell’anno corrente, e il Luma Rencontres Dummy Book Award, che prevede il supporto del festival nella produzione di un progetto editoriale non ancora pubblicato. Il festival coinvolgerà anche le vicine città di Avignone, Marsiglia, Nîmes e Tolone, con il programma espositivo diffuso «Grand Arles Express». La sera sono previsti proiezioni, letture, performance ed eventi musicali. Diverse tipologie di biglietti e pass sono acquistabili su www.rencontres-arles.com.

di Ilaria Speri, da Il Giornale dell'Arte numero 377, luglio 2017


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