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Roma, l'eredità umana e di studi di Mario Bussagli

Un convegno all'Ismeo ricorda l'orientalista toscano a cent'anni dalla nascita

Mario Bussagli con il presidente della Repubblica Segni in visita alla Mostra d'Oltre Mare, Napoli 1964

Roma. A cent’anni dalla nascita, un convegno organizzato da Museo delle Civiltà, Ismeo e Istituto italiano di Studi Orientali della «Sapienza» ricorda il 21-22-23 settembre, nella sede del Museo d’arte orientale di cui fu il primo direttore, la figura di Mario Bussagli, allievo del grande orientalista Giuseppe Tucci, con cui si laureò nel 1940 discutendo una tesi sull’arte del Gandhāra. Nel dopoguerra, dopo due libere docenze e un’importante mostra di arte iranica, nel 1957, a soli trent’anni, ottenne la cattedra di Storia dell’arte dell’India e dell’Asia centrale (il più giovane professore ordinario d’Italia), la prima del genere nel nostro Paese e in Europa. Tra mostre, pubblicazioni e la direzione della sezione di arte e cultura orientale dell’Enciclopedia Universale dell’Arte affidatagli dalla Fondazione Cini, la sua attività scientifica e di divulgazione si estenderà nel tempo fino a «Bosch», con un fortunato libretto del 1966 per «I diamanti dell’arte» della Sansoni, e a «L’arte del vetro» e «Arte e magia a Siena», usciti entrambi postumi nel 1991, il secondo ripubblicato quest’anno dall’editore Luca Betti di Siena.

Molti e qualificati gli studiosi italiani e stranieri che interverranno alla tre giorni dedicata alla grande «eredità umana e scientifica» di Bussagli, uno degli orientalisti italiani più importanti, scomparso quasi trent’anni fa (1988). I temi saranno quelli cari allo studioso, dall’India fino all’Estremo Oriente, la Via della Seta, i rapporti tra Oriente e Occidente, con declinazioni di tipo sia storico e artistico, che iconologico e iconografico. «Mario Bussagli, mio carissimo amico, lo ricordava nel 1994 Raniero Gnoli, seppe come pochi unire al rigore della ricerca scientifica un raro garbo di divulgatore. Senese di origine, la parlata toscana gli prestò un innata facilità di parola e di scrittura, che rendono le sue opere, anche quelle più astruse, di lettura facile e piacevole. I suoi interessi spaziarono dall’arte dei Kushana, dell’India e della Cina fino alla natia Siena, nella cui arte e cultura seppe individuare influssi e motivi di origine orientale, rimasti finora inosservati. L’entusiasmo che Mario Bussagli seppe sempre infondere ai suoi discepoli, non rimase senza frutto e non pochi sono i suoi allievi e allieve che continuano, in cattedra, la tradizione da lui iniziata».

di Federico Castelli Gattinara, edizione online, 18 settembre 2017


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