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Novara, Castello Visconteo Sforzesco rinasce come centro culturale

Riaperto dopo un decennale restauro l'edificio ospita la mostra della collezione Sgarbi

Una veduta della mostra «Le stanze segrete di Sgarbi» allestita nel Castello Visconteo di Novara fino al 14 gennaio

Novara. Dopo oltre dieci anni di lavori di ristrutturazione ha finalmente riaperto al pubblico lo scorso giugno il Castello Visconteo Sforzesco di Novara, che ha sede nel cuore stesso della città.
Non ci sono fonti certe dell’esistenza di una costruzione presente in epoca celtica, certamente in epoca romana venne costruito un edificio con ciottoli di fiume, i cui resti sono ancora parzialmente interrati e visibili, mirabilmente recuperati, sotto l’ala ovest della fortezza. È invece fonte accreditata che nel 1272 l’allora signore di Milano, Francesco Torriani, fece realizzare una torre con recinto. Si trattava di una struttura fatta erigere a scopi difensivi per il controllo della città. Della struttura, chiamata Turrisella, restano visibili tracce delle fondamenta originarie. Successivamente, sotto il dominio di Galeazzo Visconti, verso la seconda metà del Trecento il castello venne realizzato interamente e ben presto divenne un’importante roccaforte per la difesa della città e del territorio circostante. Intorno al 1472 fu ristrutturato e verso la metà del Cinquecento l’amministrazione spagnola del Ducato di Milano decise di rafforzare i baluardi difensivi. Fu sotto l’amministrazione sabauda, nel Settecento, che i bastioni vennero trasformati in luoghi di passeggio pubblico e il Castello divenne così più fruibile perdendo la sua funzione fino a quel momento esclusivamente difensiva.
Nel periodo napoleonico il Castello di Novara divenne invece sede di un carcere e questo comportò molte modifiche alla struttura medievale: alcune finestre furono chiuse, le merlature furono eliminate e la corte fu trasformata in un cortile per l’ora d’aria dei carcerati. Tra i tanti personaggi celebri che furono, loro malgrado, ospiti del carcere giudiziario si ricordano il poeta Dino Campana, che esattamente 100 anni fa, nel mese di settembre, veniva arrestato alla stazione di Novara e lì condotto in manette, vagabondo e senza documenti, forse scambiato per un tedesco. Il poeta sarà liberato qualche giorno dopo per l’intervento di Sibilla Aleramo, la quale andò a trovare il suo amore ormai perduto (sarà il loro ultimo incontro). Anche Claretta Petacci insieme alla sua famiglia trascorse un mese «di disperazione» nel carcere novarese, dall’agosto al settembre del 1943.
Fu soltanto nel 1976 che il Castello perse definitivamente la sua funzione carceraria e, passato sotto l’amministrazione municipale di Novara, rimase in uno stato di abbandono per molti anni.


Un lungo restauro
Nel 2003 finalmente vennero avviati i progetti di restauro finalizzati al recupero e alla valorizzazione del monumento storico nel quale prossimamente, al piano inferiore, verranno trasferiti il Museo Archeologico e la Raccolta del Museo Civico. I lavori hanno permesso anche di recuperare interamente un muro nel piano interrato, lungo cinquanta metri, stratificatosi nei secoli poiché iniziato a partire dall’epoca romana, poi modificato e ampliato nel periodo medievale e rinascimentale e infine ritoccato ancora nel 1810 circa durante il periodo napoleonico. E soprattutto il Castello è ora diventato sede di eventi culturali ed espositivi.
Ha appena inaugurato, e durerà fino al 14 gennaio, la mostra a cura di Pietro Di Natale per la Fondazione Cavallini Sgarbi «Dal Rinascimento al Neoclassico. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi». Si tratta di oltre 120 opere tra dipinti, disegni e sculture, dalla fine del Quattrocento alla fine dell’Ottocento, da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati. Spiccano, tra i tanti maestri dell’arte italiana presenti, Artemisia Gentileschi, Lorenzo Lotto, Guercino (per info: http://lestanzesegretedivittoriosgarbi.it/).
Il prossimo evento in programma al Castello di Novara, dal primo al 29 ottobre, sarà la mostra «Oasis/ Photo Contest Tour 2017», che espone cento fotografie naturalistiche selezionate, tra migliaia di immagini scattate da fotografi di tutto il mondo, dalla giuria del concorso lanciato dalla rivista «Oasis» in collaborazione con l’Associazione italiana Turismo naturalistico (l’ingresso è gratuito, per info www.turismonovara.it). Ed è auspicabile che la prossima importante mostra in programma a Novara per la primavera del 2018 dedicata al pittore Gaudenzio Ferrari possa trovare spazio proprio al Castello Visconteo Sforzesco, sicuramente il luogo più idoneo, in virtù della sua storia e del suo fascino, per ospitare i dipinti dell’artista rinascimentale vissuto tra Piemonte e Lombardia.

di Chiara Pasetti, edizione online, 22 settembre 2017


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