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Antiquari


A spasso a Firenze sulle orme dei grandi antiquari del passato

L'itinerario eclettismi fin de siècle oltre le mura si conclude nel Giardino dell’Orticoltura, in cui spicca il Tepidarium destinato alle piante esotiche realizzato nel 1879 da Giacomo Roster, raro esempio a Firenze di architettura in vetro e ghisa

Firenze possiede un interessante nucleo di musei estranei al turismo di massa nati a partire dalla seconda metà dell’Ottocento per volontà di privati collezionisti che in seguito donarono allo Stato opere ed edifici. Quattro di questi musei (Fondazione Horne, Fondazione Romano, Palazzo Davanzati e Museo Bardini) nascono in particolare dall’attività di grandi antiquari che furono anche storici dell’arte e raffinati collezionisti, contribuendo in modo decisivo alla salvaguardia di un imponente patrimonio. Queste realtà museali, che conservano la suggestione di un’epoca e il gusto di chi le ha create, sono protagoniste di un progetto di visite guidate che Elena Franzoia e Andrea Malcontenti hanno ideato nell’ambito della 30ma edizione della Biaf. Il programma, che copre l’intera durata dalla manifestazione (21 settembre-1° ottobre), comprende anche la casa museo di Rodolfo Siviero, lo «007 dell’arte» che strenuamente si adoperò per il recupero delle opere trafugate dai Nazisti durante la seconda guerra mondiale, e la straordinaria dimora dell’eclettico collezionista anglo-fiorentino Frederick Stibbert, oltre a due itinerari urbani dedicati alla Firenze ottocentesca: una città completamente trasfigurata, e in parte devastata, da imponenti opere urbanistiche tese a trasformarla in Capitale del Regno di Italia, e di fatto all’origine del suo attuale aspetto. www.biaf.it

MUSEO STEFANO BARDINI
Elegantissima showroom ottocentesca, immersa nel celebre blu ispirato ai palazzi russi che da Bardini prende il nome, il museo conserva l’allestimento e le collezioni originali volute dal «principe degli antiquari», che contribuì alla salvaguardia di numerose opere del centro storico fiorentino durante gli sventramenti ottocenteschi. Autore di celebri pastiches tipici del gusto dell’epoca, Bardini collezionò opere tra gli altri di Donatello, Luca Giordano, Tiepolo, Giambologna, Guercino, Tino di Camaino, Arnolfo di Cambio, senza tralasciare elementi di arredo, vita quotidiana e architettura come l’importante collezione di corami e tappeti orientali e i magnifici soffitti lignei rinascimentali. Tra le curiosità spicca l’immenso tappeto strappato con uno sperone da Hitler in visita a Firenze con Mussolini nel 1938. Il museo appartiene al circuito dei Musei Civici Fiorentini e ospita l’originale in bronzo della Fontana del Porcellino di Pietro Tacca. http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/bardini

MUSEO FONDAZIONE HORNE
Storico dell’arte, antiquario e collezionista, l’architetto londinese Herbert Percy Horne si stabilì definitivamente a Firenze nel 1894. Nel 1911 acquistò e restaurò il tardo quattrocentesco Palazzo Corsi allo scopo di ricreare atmosfera e ambienti di una ricca residenza rinascimentale fiorentina in cui valorizzare la propria collezione di ben seimila opere. Specializzato nel periodo compreso tra Quattro e Cinquecento, Horne riscoprì e rilanciò nel panorama internazionale la figura di Sandro Botticelli. Alla sua collezione appartengono opere di Giotto, Simone Martini, Masaccio, Filippo e Filippino Lippi, Giambologna, oltre a pregiati arredi e oggetti di uso quotidiano compresi tra Due e Seicento. La Fondazione conserva negli spazi dell’Archivio e della Biblioteca anche una straordinaria raccolta di disegni e documenti cartacei, libri a stampa e manoscritti che testimoniano gli eclettici interessi dell’antiquario inglese. www.museohorne.it

MUSEO DI PALAZZO DAVANZATI
Situato nel magnifico palazzo trecentesco della famiglia Davizzi, salvatosi dagli sventramenti operati nel centro storico dall’ingegnere Luigi Del Sarto a partire dal 1888, il museo è statale ed è conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina. Nel 1904 Elia Volpi, antiquario di origine ebraica, pittore accademico e restauratore, nonché grande antagonista di Stefano Bardini, acquistò l’edificio e vi ricostruì una tipica dimora signorile della Firenze trecentesca. Aperto dallo stesso Volpi come museo nel 1910 e presto divenuto meta privilegiata del colto turismo internazionale, il palazzo fu rimaneggiato negli anni Venti dai fratelli Bengujat, antiquari di origine egiziana. Presenta straordinarie decorazioni parietali a secco trecentesche e una notevole collezione incentrata soprattutto su arredi e oggetti d’uso. Tra gli artisti più significativi spiccano lo Scheggia, i Della Robbia, i Buglioni, Andrea del Sarto e Filippo Brunelleschi nella non frequente veste di scultore. www.bargellomusei.beniculturali.it


FONDAZIONE SALVATORE ROMANO
Nel 1946 l’ingegnere, antiquario e collezionista campano Salvatore Romano donò al Comune di Firenze una settantina di importanti sculture della propria collezione privata, come omaggio alla città in cui dagli anni Venti aveva scelto di vivere. Allestito dallo stesso donatore, il luogo prescelto fu il prestigioso Cenacolo di Santo Spirito, antica chiesa agostiniana della metà del Duecento che conserva una magnifico affresco trecentesco di Andrea Orcagna e che venne allestita dal donatore stesso. Tra gli autori delle sculture spiccano i nomi di Tino di Camaino, Donatello, Jacopo della Quercia e Bartolomeo Ammannati; importanti le testimonianze di scultura altomedievale e romanica. La Fondazione appartiene al circuito dei Musei Civici Fiorentini. http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/romano/

MUSEO STIBBERT
Il collezionista anglo-fiorentino Frederick Stibbert, discendente da una famiglia di ufficiali inglesi, dedicò l’intera vita alla ristrutturazione della propria eclettica casa-museo circondata da un grande parco sulla collina di Montughi. Con oltre 36mila pezzi, le collezioni furono aperte al pubblico nel 1908 e si incentrano principalmente su armi e armature, affiancate da costumi, quadreria, arazzi, oggetti di arredo e di arte applicata. Allestiti da Stibbert secondo l’evocativo gusto ottocentesco, gli spazi rispecchiano un programma unitario teso a indagare la storia del costume militare e civile nelle varie società, come testimoniano le Sale giapponesi, da poco restaurate e riaperte al pubblico, che conservano la più importante raccolta mondiale di armi antiche nipponiche al di fuori del Giappone. Stibbert fu antropologo, finanziere internazionale, combattente garibaldino, pittore accademico, potente massone. Tra gli artisti presenti in collezione Luca Giordano, Giusto Sustermans, Brueghel il Giovane, Tiepolo, Carracci e Van Dyck. www.museostibbert.it

MUSEO CASA RODOLFO SIVIERO
A Firenze Rodolfo Siviero (1911-83), agente segreto dal 1934, diventò a ridosso della Liberazione lo «007 dell’arte», cui si deve il recupero di gran parte delle opere trafugate in Italia dai Nazisti durante la seconda guerra mondiale. Appassionato collezionista, donò allo Stato italiano casa e collezioni, che furono aperte al pubblico nel 1992 e comprendono un’ampia raccolta di opere antiche dal periodo etrusco al Seicento, affiancata da un nucleo contemporaneo di grande rilevanza con opere di Giorgio De Chirico, Giacomo Manzù, Ardengo Soffici e Pietro Annigoni. I numerosi De Chirico testimoniano il forte legame di amicizia che legò Siviero ai colti coniugi ebrei Giorgio e Matilde Castelfranco, cui la casa apparteneva e da cui ereditò parte delle opere. Unico museo fiorentino afferente alla Regione Toscana, Casa Siviero si trova in una palazzina ottocentesca progettata da Giuseppe Poggi. www.museocasasiviero.it

ITINERARIO TRAMONTI OTTOCENTESCHI
Nella Firenze di fine Ottocento lo spazio urbano si evolve e si aggiorna. Nascono piazze, giardini, viali, aree create appositamente per lo svolgimento delle attività ricreative della borghesia fin de siècle. Tra i tanti interventi, il più riuscito fu sicuramente la lunga passeggiata sui colli meridionali di Firenze, coronata dalla presenza di una grande terrazza-belvedere affacciata sulla valle dell’Arno che porta la firma di Giuseppe Poggi, il più rappresentativo progettista e urbanista della Firenze ottocentesca. Incaricato dal Comune dell’abbattimento delle mura urbane medievali allo scopo di donare alla città un’immagine più moderna e internazionale e di permettere il transito della carrozze negli anni di Firenze Capitale, Poggi riuscì a salvare le grandi porte trecentesche. E proprio da Porta San Niccolò parte l’itinerario che lungo le rampe monumentali raggiunge il Giardino delle rose e il piazzale-belvedere.

ITINERARIO ECLETTISMI FIN DE SIÈCLE OLTRE LE MURA
Firenze alla conquista dell’Europa: nei nuovi spazi guadagnati con l’abbattimento delle mura, la ricerca di uno stile identitario per la neonata Capitale d’Italia si scontra con i pastiches e gli eclettismi d’Oltralpe sbandierati dal nuovo ceto dirigente, prevalentemente piemontese. Lo stile «italiano» di Giuseppe Poggi, artefice delle nuove grandi piazze, incornicia con grazia gli stravaganti esotismi dei nuovi fiorentini, dischiudendo un mondo di spazi verdi e nuove tendenze. Da Piazza Savonarola l’itinerario si addentra nelle «fasce ottocentesche» progettate da Poggi come ampliamento urbano intorno al centro storico indagandone eleganza e prestigio. L’itinerario si chiude nel Giardino dell’Orticoltura, in cui spicca il magnifico Tepidarium destinato alle piante esotiche realizzato nel 1879 da Giacomo Roster, raro esempio a Firenze di architettura in vetro e ghisa.

Per informazioni e prenotazioni :
mail: raccontare.firenze@gmail.com

edizione online, 25 settembre 2017


  • Una delle stanze di Palazzo Davanzati
  • Una sala del Museo Horne
  • Armature nel Museo Stibbert
  • Lo studio di Rodolfo Siviero nella casa museo a lui intitolata
  • Una sala del Museo Stefano Bardini
  • Una sala della Fondazione Salvatore Romano
  • L'itinerario «tramonti ottocenteschi» si snoda tra Porta San Niccolò e il Giardino delle rose

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