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Roma, al MaXXI la «Bird Song» del sudafricano Kemang Wa Lehulere

Kemang Wa Lehulere, «My Apologies to Time», 2017

Roma. Nuova edizione del premio Deutsche Bank «Artist of the Year» 2017 che ieri ha inaugurato al MaXXI la prima personale in Italia dell’artista sudafricano Kemang Wa Lehulere, interessante figura della nuova scena sudafricana che ha dato artisti contemporanei di grande valore: dall’artista d’avanguardia Ernest Mancoba, tra i fondatori e animatori di CoBrA, ai viventi William Kentridge e Marlene Dumas.
Fino al 26 novembre «Bird Song», a cura della capo curatrice del dipartimento arte cultura e sport di Deutsche Bank Britta Färber e del commissario interno del MaXXI Arte Anne Palopoli, presenta una ventina di opere del giovane artista di Città del Capo, classe 1984, già esposte a marzo a Berlino, nella Kunsthalle della banca. Il progetto si sviluppa come un dialogo tra le sue opere e i lavori della connazionale Gladys Mgudlandlu (1917-79), artista autodidatta e prima donna di colore nel Sud Africa dell’apartheid ad avere, nel ‘62, una personale in una galleria d’arte, la Rodin Gallery di Città del Capo. Wa Lehulere è cresciuto nello stesso quartiere di Mgudlandlu e con la zia, che conosceva la casa della pittrice e conservava il ricordo dei suoi murales, inizia una ricerca e riporta alla luce alcuni di quei suoi «sogni dipinti», soprattutto paesaggi e uccelli (da cui il soprannome di Bird Lady), che hanno ispirato il progetto. Non si tratta di un tributo alla pittrice dimenticata ma di un confronto serrato, dialettico, su società e cultura nella storia travagliata e dolorosa del Paese, alla luce della vita e della memoria personale di due artisti di generazioni molto diverse. Dalle recenti e convincenti installazioni «My Apologies to Time» e «Broken Wing», a «Lefu la ntate», omaggio alla musica, all’identità nera, alla lotta per la libertà e l’uguaglianza, la sua opera si intreccia con la musica jazz, da cui il titolo della mostra ripreso da un brano scritto per Miriam Makeba. «Faccio arte per me, per la mia famiglia, per i miei amici, per la mia comunità, per chiunque sia interessato all’arte e per le persone che non ne sono ancora interessate, per i bambini che non ho e i nipoti che non ho. Faccio arte per persone che sono curiose del mondo, faccio arte per le persone...».

di Federico Castelli Gattinara, edizione online, 27 settembre 2017


  • Kemang Wa Lehulere

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