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Fotografia


Il collezionista di attimi: Jacques Lartigue al Bagatti Valsecchi

«Autoportrait au déclencher», di J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France, AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Milano. Difficile pensare a un ambiente più adatto degli interni del Museo Bagatti Valsecchi per ospitare l’eleganza delle visioni di Jacques-Henri Lartigue. Del fotografo, nato nel 1894 i quello che era il comune di Courbevoie, ora quartiere della Défense, e scompaso a Nizza nel 1986, sono esposte 33 tra vintage e modern prints in una mostra intitolata «Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato», allestita fino al 26 novembre. «La scelta di proporre nel Museo Bagatti Valsecchi di Milano l’opera fotografica di Jacques Henri Lartigue, spiega la curatrice Angela Madesani, non è casuale: si tratta di un incontro tra due mondi per certi versi vicini, quello dell’aristocrazia milanese e quello dell’alta borghesia francese a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Entrambe le famiglie condivisero l’amore per l’arte e per il nuovo linguaggio della fotografia».

Cantore dell’aristocrazia francese, ma anche ossessivo collezionista di attimi, sperimentatore, appassionato alla vita e alla possibilità di fissarne lo svolgersi in pellicola, il successo gli arriva molto tardi e grazie all’occhio lucido di John Szarkowski (direttore del dipartimento di fotografia del MoMA di New York dal 1962 al 1991) che nel 1963 gli dedica una personale.
Il suo obiettivo ha attraversato tutto il Novecento, fin dai primi decenni, accumulando un patrimonio sterminato, oggi conservato alla Donation Jacques Henri Lartigue. Nelle immagini esposte si ritrovano la nobiltà e l’alta borghesia francese, le loro esistenze raffinate, tra corse automobilistiche e rituali vacanzieri, fino a includere i ritratti di intellettuali e artisti, tra i quali Pablo Picasso e Jean Cocteau. La sua opera è un flusso visivo composto da istantanee che arrivano da un mondo lontano, apparentemente libero e felice, fatto di una bellezza colta nell’istante, in quello che William Boyd dice essere essere la cifra della fotografia di Lartigue, la snapshot, che è «quello che ci fa istintivamente e visceralmente reagire» davanti a ogni immagine. Il catalogo è pubblicato da Scalpendi.

di Chiara Coronelli, edizione online, 29 settembre 2017


  • «Bibi au restaurant d'Eden Roc», di J.H. Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg
  • Sul set del film «Les aventures du Roi Pausole», di J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg
  • «Solange David, Paris, 1929», di  J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg

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