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Giorno per giorno nell'arte | 8 gennaio 2018

Le imprese culturali in Italia generano un giro d'affari di 90 miliardi di euro

I numeri della cultura in Italia. Symbola-Unioncamere offre un’istantanea del  sistema creativo e culturale italiano nel 2017: oltre 1,5 milioni di persone occupate, quasi 450mila imprese coinvolte e un giro d’affari di 90 miliardi di euro che rappresenta il 6% del pil nazionale, con ricadute economiche complessive pari a 250 miliardi (16,7% del pil). [La Stampa]

Chi tutela i tesori in affitto? Il problema dell’affittare a privati monumenti, musei e templi, nuovamente sollevato dal recente caso della Reggia di Caserta, non sta nel determinare il giusto prezzo di questi «luoghi sacri» della cultura, bensì nel fatto che in simili occasioni la loro sicurezza non è adeguatamente assicurata. [la Repubblica]

Care imprese, investite in arte. Una pagina del «Corriere» presenta Diana Bracco, la cui Fondazione finanzia l’arte e la musica da decenni, ben prima dell'introduzione del meccanismo dell’ArtBonus: «Investire nell’arte conviene», spiega l'imprenditrice, «più di tante operazioni di marketing», anche se «le istituzioni non devono considerare le aziende come un bancomat». [Corriere della Sera]

Un paese un po’ meno fantasma. Oltre alla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il prossimo 14 gennaio, tra le iniziative per ricordare i 50 anni del terremoto che rase al suolo Poggioreale, nel Trapanese, i suoi emigrati in Australia finanziano con una colletta la ricostruzione della cattedrale. [La Stampa]

Jean Nouvel tra i grandissimi dell’architettura. «Le Monde» propone una lunga intervista con l’architetto Jean Nouvel, Pritzker Prize nel 2008, che con il progetto per il Louvre Abu Dhabi ha raggiunto un punto decisivo per la sua carriera. [Le Monde]

Torna in mostra il Freud di Bacon. Alla Tate Britain di Londra è di nuovo esposto dopo mezzo secolo un ritratto di Lucian Freud dipinto da Francis Bacon nel 1964. I due artisti si frequentarono in amicizia per un trentennio, a partire dagli anni Quaranta. [The Daily Telegraph]

Londra boccia Ole Scheeren. Nessun nuovo edificio a Londra per l’architetto tedesco Ole Scheeren: il suo primo progetto per la capitale inglese, una nuova sede per il British Film Institute, infatti è stato per ora fermato. [Frankfurter AZ]

Francesco Martinello, edizione online, 8 gennaio 2018


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