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Mostre

Londra

Il re è morto, lunga vita alla collezione

I beni di Carlo I furono dispersi dopo la sua esecuzione, ma ora la Royal Academy, per celebrare i 250 anni, riunisce molti capolavori del sovrano, da Van Dyck a Tiziano, da Mantegna a Rembrandt

Anthony van Dyck, «Charles I», 1635-6, olio su tela, 84,4 x 99,4 cm RCIN 404420. Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2017

Londra. La Royal Academy of Arts riunisce importanti opere d’arte appartenute a Carlo I (1600-49) nell’ambiziosa mostra «Carlo I: re e collezionista» organizzata dal 27 gennaio al 15 aprile con la Royal Collection. Fino alla sua esecuzione capitale nel 1649, Carlo I fu uno dei grandi collezionisti della sua epoca. Dopo la sua morte, 1.570 dei suoi dipinti e 400 sculture classiche furono messi in vendita e dispersi. Quasi 200 dipinti furono in seguito riacquistati dal figlio Carlo II e sono rimasti nella Royal Collection: 90 di questi sono riuniti nella mostra alla Royal Academy, ai quali si aggiungono altri 60 dei circa 100 che nel tempo sono stati rintracciati. Il cocuratore Per Rumberg spiega che un criterio di scelta è stato la «qualità piuttosto che la quantità», anche se lo staff è riuscito a trovare opere chiave su soggetti importanti, come i ritratti reali di Van Dyck e opere emblematiche del Rinascimento italiano.
S’ignora il destino dei restanti 1.200 quadri circa, ma si tratta in molti casi di opere minori.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Martin Bailey, da Il Giornale dell'Arte numero 382, gennaio 2018


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