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Un MaXXI quintetto d’artisti per L’Aquila

La Fondazione del museo romano annuncia i primi nomi e i tempi per aprire la sede distaccata a Palazzo Arghindelli

Palazzo Arghindelli a fine 2017. Foto di Stefano Miliani

Roma. Sono Elisabetta Benassi (romana, del 1966), Daniela De Lorenzo (fiorentina, 1959), Alberto Garutti (nato nel leccese, 1948), Nunzio (della Scuola di San Lorenzo a Roma ma nato nell’aquilano, nel 1954) e il pittore Ettore Spalletti, nato nel 1940 e che vive in un borgo del pescarese,  i primi cinque artisti scelti dal MaXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo per MaXXI L’Aquila.
Il quintetto deve eseguire opere appositamente per la prima succursale dell’arte contemporanea nel centro storico aquilano a Palazzo Arghindelli: come aveva annunciato il ministro dei Beni e Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, l’edificio che fino all’aprile 2009 era occupato da uffici diventerà un distaccamento della Fondazione del museo progettato da Zaha Hadid. Nel frattempo il ministro ha confermato per i prossimi cinque anni il cda e alla presidenza Giovanna Melandri. La quale conferma Enel come primo socio fondatore e rivendica tra l’altro l’aver saputo incrementare del 40% le risorse di privati, attività che in effetti è stata sempre in cima all’agenda all’indirizzo di viale Guido Reni.

I lavori nel palazzo, lacerato dalle scosse dell’aprile di quasi nove anni fa, hanno imboccato la dirittura finale e dovrebbero terminare entro l’estate: li conduce il Mibact tramite il Segretariato Regionale e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio con l’appoggio di un sostanzioso contributo dal governo russo. Tempo un anno, lo stima Giovanna Melandri, l’edificio settecentesco deve riprendere vita. Come ombrello a protezione del programma c’è il finanziamento di due milioni di euro l’anno fino al 2024 inserito nella legge di stabilità del 2018 (essendo triennale dovrebbe mettere al riparo da eventuali ripensamenti politici per almeno tre anni) e approvato dal Parlamento insieme al Governo.

Nel cuore urbano alcune zone sono ancora vietate ai non residenti per i cantieri anche se i progressi, con il tempo, si vedono. Diventa comunque cruciale avere luoghi culturali vivi, meglio se possono attrarre anche i giovani visto che L’Aquila è città universitaria e non può essere solo la movida. Ne sono consapevoli, nel museo romano, tanto da scrivere nel comunicato sui programmi del 2018: la sede «contribuirà al percorso di rinascita di una città e di un territorio feriti ma di straordinaria vitalità culturale». Naturalmente non possono bastare cinque opere di artisti viventi per rinascere. Lo sanno tutti. «Il progetto farà leva sulla collezione permanente del MaXXI arricchita da opere pensate ad hoc, su attività educative e formative e di animazione culturale, su una rete di collaborazioni con le realtà territoriali (università, sistema scolastico, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e su alleanze strategiche con i privati», riferisce ancora la nota stampa. Primo privato a contribuire è la Cassa Depositi e Prestiti.

A coronare il progetto aquilano, la Fondazione ha commissionato a Paolo Pellegrin (uno dei migliori fotoreporter e, tra l’altro, un maestro del bianco e nero) un reportage sull’Aquila  che inserirà in una personale curata da Germano Celant che si terrà al MaXXI a Roma dal 7 novembre: c’è da auspicare, e immaginare, che in seguito potranno vedere quelle foto anche gli aquilani.


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