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Mostre

Siamo italiani, non sovranisti

Adriana Polveroni presenta ArtVerona: «È una fiera aperta al mondo. Ci guida l’utopia costruttiva»

Adriana Polveroni, direttrice di Art Verona 2018

Verona. Si svolge dal 12 al 15 ottobre la 14esima edizione ArtVerona, diretta per il secondo anno da Adriana Polveroni. «La fiera si conferma come momento di approfondimento e valorizzazione dell’arte e del mercato dell’arte italiani, spiega la direttrice artistica, ma si rilancia in quello che fin dall’inizio ho pensato dovesse essere il significato di una «fiera italiana»: non una chiusura «sovranista», ma un confronto aperto. Per questo abbiamo realizzato delle «finestre» sul panorama internazionale: il «Focus on» dedicato alla Lituania, novità di quest’anno, e la sezione «Grand Tour» che torna con nuove gallerie, come Madragoa di Lisbona, Vin Vin di Vienna, Monitor di Roma e Lisbona, C-Gallery, metà italiana e metà africana, mentre nella «Main Section» è presente Marso di Città del Messico.

Utopia, che ispira anche il titolo della mostra collaterale nella sede della Soprintendenza, è il tema scelto quest’anno: perché?
Perché secondo me oggi, quando il rischio di un pensiero unico e omologante è molto forte (non parlo solo dell’Italia ma del mondo) c’è bisogno di un pensiero forte e anche divergente. Se necessario, eccentrico, come in genere è il pensiero dell’arte che è «ex centrico» in senso etimologico, cioè decentrato e a volte imprevedibile, ma proprio per questo fertile. Un’utopia, quindi, non solo visionaria ma progettuale.

Altro evento collaterale, in collaborazione con il Mart di Rovereto, l’omaggio a Hidetoshi Nagasawa.

È un’occasione per la città per farsi conoscere attraverso alcuni luoghi non battuti dal turismo, come la Soprintendenza, il Museo degli Affreschi, l’Accademia di Belle Arti. Un percorso guidato dallo sguardo sapiente di un grande artista che ha fatto dell’attenzione e della valorizzazione dei luoghi dove esporre uno dei suoi tratti distintivi. Ed è il primo omaggio che si fa in Italia a un artista così importante, a pochi mesi dalla sua scomparsa.

Perché la Lituania è il Paese ospite?

Il «Focus on» si concentra su cinque gallerie giovani, alcune giovanissime, che esprimono la vivacità della scena artistica di questo Paese, in pieno fermento e crescita culturale, tipico delle realtà che hanno un passato recente di oppressione. Visitando Vilnius, la capitale, e conoscendo le gallerie, sono rimasta colpita dal loro entusiasmo. Un’energia contagiosa che spero arrivi al pubblico italiano. Ma il «Focus on» va oltre le gallerie per arrivare ai talk, che daranno una visione più completa di questo giovane mondo, con la presenza di collezionisti e soprattutto un’esperta del mondo dell’arte qual è Julija Reklaité, architetta e addetta culturale dell’Ambasciata lituana in Italia, con cui ho costruito questa sezione.

Quest’anno c’è un nuovo premio.

La finalità è sempre il sostegno agli artisti e alle gallerie che credono in questa fiera. Sono particolarmente soddisfatta che la casa madre, Veronafiere, abbia istituito il suo premio, che una banca come Widiba e un collezionista napoletano, come Fabio Agovino, abbiano scelto noi, Verona, per lanciare il loro riconoscimento, che si riconfermino il Premio per la giovane fotografia, per i due stand migliori, per l’arte sostenibile di Ca’ Foscari e, last, but not least, il Gruppo Privato di Acquisizioni, più legato al territorio e al collezionismo che ci segue da vicino.

Quali sono le strategie di ArtVerona rispetto al mondo dell’impresa?

Il dialogo. Non tanto per abusare per l’ennesima volta di questa parola, quanto per aprire un confronto concreto e dialettico tra arte e impresa. Da questo punto di vista abbiamo due momenti di approfondimento: la mostra curata da Geraldine Blais che presenta lavori di artisti sostenuti da imprese del nord-est e due talk che ci concentrano proprio su questo nodo con l’intervento di professionisti molto interessanti.

Come hanno risposto i galleristi?

Bene, a partire dalla crescita del numero delle gallerie, quest’anno arriviamo a centocinquanta, con tante e importanti conferme e belle novità. Tra le new entry, Monica De Cardenas, T293, Beatrice Burati Anderson, il Cembalo, Studio G7, The Gallery Apart, Riccardo Crespi, Viasaterna, De Foscherari, Paola Verrengia, Raffaella de Chirico, M77, MEVannucci, Eduardo Secci, Paola Sosio, White Noise Gallery. E anche nel Moderno ci sono delle sorprese, come Corraini, L’Elefante, Maurizio Caldirola, Il Chiostro e altri.

È il suo secondo anno ad ArtVerona: un bilancio?

È una sfida dura, ma ricca, densa, che non riguarda solo la fiera o i mesi precedenti, ma che investe tutto l’anno. Che mi fa scoprire nuovi aspetti del lavoro nel mondo dell’arte e che, incrociando tutte le dita possibili, ritengo riuscita grazie anche al lavoro e alla collaborazione di un team fantastico, «abnegato» (se così si può dire), generoso e dotato di quella concretezza «nordestina» che, da romana atipica, apprezzo molto.


Camilla Bertoni, da Il Giornale dell'Arte numero 390, ottobre 2018


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