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Giorno per giorno nell'arte | 19 ottobre 2018

Il cabaret di Balla | Il ponte di Vanbrugh | «Lelli e Masotti» di interesse storico | La giornata in 16 notizie

Uno degli ambienti del Bal Tic Tac riscoperti

80 metri quadrati di un Balla mai visto prima. Si credevano perdute le pitture realizzate da Giacomo Balla per il Bal Tic Tac di Roma, un cabaret alla moda in via Milano: sono state invece ritrovate inaspettatamente l’anno scorso, e ieri ne è stata data notizia. L’opera, realizzata a tempera, consiste in composizioni astratte, rese soprattutto nei toni del rosso e del blu, e venne creata dall’artista nel 1921 al piano terra di un edificio al numero civico 24 della via, insieme con altri dettagli dell’ambiente, a partire dal palco dell’orchestra fino ai mobili e alle lampade. Il locale in questione è ora di proprietà della Banca d’Italia. Le pitture verranno restaurate. [la Repubblica - Roma]

Dodici milioni di sterline per salvare il più bel paesaggio inglese.
Una squadra di ingegneri sono al lavoro nella contea di Oxford per salvare il ponte di Vanbrugh, del XVIII secolo, che attraversa il lago nel complesso di Blenheim Palace, che rispecchiandosi nel lago è un elemento imprescindibile di uno tra i più bei paesaggi inglesi (ed è anche patrimonio Unesco). Il ponte è ora a rischio di sopravvivenza per i bassi livelli d’acqua del lago, che compromettono la stabilità della costruzione. [The Times]

Gli scatti di Lelli e Masotti sono di interesse storico.
Un decreto del Mibac e della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia ha dichiarato l’archivio privato Lelli e Masotti, nato nel 1979 dalla collaborazione dei due fotografi Silvia Lelli e Roberto Masotti, un bene di interesse storico che documenta l’evoluzione dello spettacolo in Italia. [Corriere della Sera]

Sei nuovi italiani al Tefaf di Maastricht. Sono stati annunciati i partecipanti alla prossima edizione della fiera Tefaf a Maastricht. Sono 277. Folta, come al solito, la rappresentanza degli antiquari e mercanti italiani, che quest’anno vedono aggiungersi sei nuovi colleghi, alla loro prima partecipazione all’evento olandese. Le «matricole» italiane dell’edizione 2019 di Tefaf sono la galleria Maggiore (Bologna), Bottegantica (Milano-Bologna), Porcini (Napoli), Fondantico (Bologna), Carlo Virgilio (Roma) e Maurizio Nobile (Bologna-Parigi). [Il Giornale dell’Arte]

Niente finanziamenti sauditi per la mostra sui rifugiati.
Il Metropolitan Museum of Art e il Brooklyn Museum hanno dichiarato che non si serviranno di finanziamenti per programmi sull’arte mediorientale che erano originariamente stati promossi da gruppi legati al governo saudita. Questi progetti comprendevano una mostra al Brooklyn Museum sui rifugiati siriani e un seminario al Metropolitan sulla curatela dell’arte mediorientale. La decisione è stata presa anche a causa dell’uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, di cui sono stati sospettati alcuni agenti sauditi, circostanza che aveva generato la presa di distanza dai programmi museali di alcuni partecipanti. [The New York Times]

Un Monet a 50 milioni di dollari.
Christie’s ha annunciato la vendita, nel corso dell’asta serale di arte impressionista e moderna, prevista per il prossimo 11 novembre a New York, di un nucleo di opere proveniente dalla collezione dei coniugi Herbert e Adele Klapper, industriali del settore delle macchine da cucire, che cominciarono ad acquistare arte moderna e contemporanea a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. La stima totale di questo gruppo è di oltre 50 milioni di dollari. Il top lot è un dipinto ad olio di Claude Monet, «L’escalier à Vétheuil», valutato 12-18 milioni di dollari. [The Art Newspaper]

È di Rusuti la Madonna di San Luca. Scoperta durante il restauro della duecentesca Madonna di San Luca, conservata a Roma presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, la firma dell’autore: il nome apparso nel decoro sopra l’aureola della Madonna è quello di Filippo Rusuti. [la Repubblica]

Quasi pronta la statua più alta del mondo. Sarà inaugurata a fine mese dal premier indiano Modi la statua più alta del mondo (182 metri, il doppio della Statua della Libertà), eretta in onore del leader indipendentista Sardar Vallabhbhai Patel vicino alla diga di Sardar Sarovar, nell’India occidentale. [Ansa]

Vienna non vuole più il balcone di Hitler. Nonostante la sua importanza storica, un comitato di cittadini viennesi chiede la demolizione del balcone da cui il 9 aprile 1938 Adolf Hitler pronunciò un discorso subito dopo l’Anschluss (l’annessione dell’Austria). Nel quantificare in 100mila euro il costo dell’operazione, l’assessore alla Cultura ha anche proposto di apporre al posto del balcone almeno una targa, per non dimenticare. [La Stampa]

«Il tocco di Mida» ha superato i 3 milioni di sterline. Sotheby’s ha tenuto il 17 ottobre la sua prima asta interamente dedicata a oggetti realizzati in oro: incasso totale, più di 3 milioni di sterline. Un’opera senza titolo di Yves Klein e il busto di Kate Moss realizzato da Marc Quinn sono state tra le opere protagoniste: hanno cambiato titolare rispettivamente per 1 milione e per 370mila sterline. [The Daily Telegraph]

Torna l’arte a prezzi accessibili. Ha aperto ieri presso il Battersea Park a Londra la tradizionale «Affordable Art Fair», con 114 gallerie che presentano opere d’arte in vendita tra le 100 e le 6mila sterline. Si stima un’affluenza di 16mila visitatori. [The Daily Telegraph]

Addio a Birley. Il «Times» dedica un’intera pagina alla morte di Robin Birley, 83enne archeologo inglese che durante gli scavi del forte romano di Vindolandia estrasse i più antichi documenti manoscritti della storia inglese. [The Times]

La Shell non sarà più sponsor della National Gallery. Per la soddisfazione degli ambientalisti da gennaio 2019 terminerà, dopo 12 anni, la sponsorizzazione da parte della compagnia petrolifera Shell alla National Gallery di Londra, un accordo che aveva sollevato numerose polemiche in passato. [The Guardian]

Il nuovo St Fagans. Riapre nei dintorni di Cardiff, in Galles, il Museo Nazionale di Storia, dopo 6 anni di lavoro costati 30 milioni di sterline. Prezioso il contributo di circa 3mila volontari. [The Guardian]

La scoperta di Pompei non stupisce Angela. La recente nuova datazione della fine di Pompei, un’ipotesi già presa in considerazione in un suo libro di quattro anni fa, è il punto di partenza di un’intervista ad Alberto Angela, che va a toccare anche le sue passioni professionali e televisive. [la Repubblica]

Vale mezzo milione il marchio del Salone del Libro. Nonostante manchi ancora un dettaglio tecnico riguardante l’autorizzazione da parte del Mibac, si può considerare lanciata l’asta per il marchio del Salone del Libro di Torino: la base d’asta è di mezzo milione di euro, a fronte della valutazione di quasi due milioni ottenuta da Rolando Picchioni. [la Repubblica]

Redazione, edizione online, 19 ottobre 2018


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