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Giorno per giorno nell'arte | 20 ottobre 2018

La Sagrada Família di Gaudí in regola con Barcellona | Addio a Wanda Ferragamo | Il consumo in cultura degli italiani migliora leggermente | La giornata in 12 notizie

La Sagrada Familia di Antoni Gaudi

La Sagrada Familía in regola dopo 135 anni. Accordo storico tra il comune di Barcellona e la Sagrada Família per rimediare alla mancanza di una concessione amministrativa che aveva reso, almeno formalmente, il capolavoro di Gaudí un'opera abusiva. Alla città di Barcellona andranno 36 milioni di euro, che saranno investiti nei prossimi dieci anni per migliorare il trasporto pubblico, la mobilità e il contesto urbanistico intorno al tempio. La conclusione dei lavori della Sagrada Família è prevista per il 2026, 144 anni dopo la posa della prima pietra e a 100 anni dalla morte di Gaudí. [La Vanguardia]

Ciao Wanda. Il mondo della moda piange Wanda Miletti Ferragamo, scomparsa ieri a 97 anni. Rimasta presto vedova di Salvatore, dal 1960 guidava la maison fiorentina simbolo dello stile italiano in tutto il mondo. [La Stampa]

Segnali positivi, ma non sufficienti. Arrivano i primi dati del XIV rapporto Federculture sui consumi culturali degli italiani: salgono i settori di arte e spettacolo (più 2,6%), e anche il consumo di libri (più 0,5%), ma sono variazioni minime. Ciò che ci tiene a galla sono i consumi dei visitatori stranieri, che hanno speso in cultura in Italia il 7,7% in più rispetto al 2016. [Corriere della sera]

L'uomo che veglia sulle ossa di San Pietro. Stefano Lorenzetto ha intervistato Pietro Zander, il 54enne archeologo che custodisce la necropoli vaticana, e che dice di essere in possesso delle prove che lì giacciono i resti del primo Papa. [Corriere della sera]

Roma ritrova un Balla perduto. Durante il restauro di Villa Huffer, locale di proprietà della Banca d'Italia a Roma, riaffiorano 80 metri quadri di coloratissime decorazioni realizzate negli anni '20 da Giacomo Balla come ingresso per il locale «Bal Tic Tac». [Il Sole 24 ore]

Riapre a Torino il palazzo Rosani. Il prossimo 25 ottobre riaprirà a Torino Palazzo Lancia, ex sede dell'omonima azienda automobilistica, rimasto in disuso per vari anni e ora ripensato dai nuovi proprietari (la Società Bentley Soa) come ambiente per mostre, laboratori ed eventi. L'edificio è stato progettato nel 1953 dall'architetto Nino Rosani in collaborazione con Giò Ponti. [Corriere della sera]

Una stonehenge piemontese. Dopo un mese di lavori gli archeologi hanno ricostruito in valle dei Cento (Cuneo) una fedele riproduzione del sito megalitico dell'età del Bronzo di Boscawen, in Cornovaglia, le cui pietre disposte a cerchio presumibilmente servivano come orologio solare. [La Stampa]

Non certo un malocchio. A partire dalla tela «San Giovanni Battista» del Louvre (che però non è certo sia un autoritratto dell'artista), studiando anche gli altri ritratti e autoritratti di Leonardo da Vinci, uno neuroscienziato inglese sostiene che l'uomo avrebbe potuto essere affetto da strabismo divergente, patologia che però l'avrebbe favorito, donandogli la sua brillante capacità di rappresentare la profondità su superfici piane. [El Pais]

L'architettura impegnata dell'agenzia Métra. «Le Monde» dedica una pagina al 64enne architetto Brigitte Métra che, dopo 16 anni di apprendistato dall'archistar Jean Nouvel, ha raggiunto una sua propria dimensione artistica, e anche un discreto successo. [Le Monde]

Possiamo chiamarlo «Urbicidio». Il patrimonio storico di Beyrouth, capitale del Libano, è costantemente sacrificato a favore di una urbanizzazione a oltranza, spesso autorizzata da una amministrazione corrotta. Si spera che le nuove generazioni riescano a porre freno al fenomeno. [Le Monde]

In teoria non doveva andare così... Non ha funzionato come pianificato lo show progettato da Banksy alla vendita all'asta della sua opera «Ragazza con il palloncino». Secondo quanto ammesso dallo stesso artista, la tela doveva passare per intero nel tritacarte, ma qualcosa si è inceppato. [The Daily Telegraph]

Conservato a Berlino il lascito Rutschky. L'archivio letterario dell'Accademia d'Arte di Berlino ottiene la custodia del lascito, costituito da scritti, documenti, fotografie e disegni, di Katharina e Michael Rutschky, celebri inventori nel 1977 della cosiddetta «pedagogia nera». [Frankfurter AZ]

Redazione, edizione online, 20 ottobre 2018


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