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Artissima, una venticinquenne in carriera

In un quarto di secolo vi hanno esposto 1.394 gallerie, 946 straniere e 448 italiane

Il primo catalogo di Artissima, nel 1994, pubblicato da Umberto Allemandi. Era cartaceo, ma totalmente innovativo: il criterio di elencazione era basato sugli artisti

Dal 2 al 4 novembre all’Oval presso il Lingotto si festeggia il primo quarto di secolo di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino fondata nel 1994 da Roberto Casiraghi. «Time is on our side» (il tempo è dalla nostra parte) è il titolo scelto da Ilaria Bonacossa, direttrice della rassegna gestita dalla società Artissima s.r.l. che afferisce alla Fondazione Torino Musei.

Otto le sezioni della fiera. Le prime quattro riuniscono galleristi scelti dal Comitato composto dai loro colleghi Isabella Bortolozzi di Berlino, Paola Capata (Monitor, Roma), Guido Costa di Torino, Martin McGeown (Cabinet, Londra), Alessandro Pasotti (P420, Bologna), Gregor Podnar di Berlino e Jocelyn Wolff di Parigi. Si tratta della «Main Section» (94 gallerie di cui 44 straniere), «New Entries» (14 gallerie emergenti di cui 10 straniere), «Dialogue» (19 gallerie di cui 12 straniere che propongono opere di due o tre artisti in relazione tra loro) e «Art Spaces & Edition» (9 espositori specializzati in edizioni e multipli, ma anche spazi non profit).

Un nutrito gruppo di curatori ha invece operato le scelte per le altre sezioni. «Present Future» schiera 18 artisti presentati da 18 gallerie con progetti ideati appositamente per la fiera o al loro esordio in un contesto europeo; al progetto migliore sarà conferito il premio illy Future, consistente nella possibilità di allestire il prossimo anno una personale al Castello di Rivoli. «Back to the Future» è invece, come di consueto, dedicata alla riscoperta di artisti storicizzati (21, presentati da 23 gallerie): la cronologia scelta per questa occasione va dal 1980 al 1994. Il Premio Sardi, finanziato dall’omonima Fondazione istituita da Pinuccia Sardi (che per celebrare il centenario della nascita di Carol Rama ne allestisce un omaggio all’Oval), andrà allo stand più apprezzato da una giuria internazionale.

Confermata la sezione Disegni (23 artisti per 24 gallerie), dotata del premio Refresh Irinox. Nuova di zecca è invece la sezione «Sound», allestita alle Ogr, con 16 progetti monografici di arte sonora; la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt finanzia per l’occasione l’Ogr Award. Altri premi conferiti in questa edizione sono l’Edit Dinner Prize, abbinato a un evento collaterale che avrà sede presso l’omonimo polo gastronomico torinese che sorge poco distante dal Museo Ettore Fico, che a sua volta contribuisce con un riconoscimento dedicato a un giovane artista in fiera. Sarà un giovane, under 35, anche il destinatario del Campari Art Prize. Non è un premio ma un contributo per sostenere la partecipazione ad Artissima di tre gallerie della sezione «New Entries» (che riceveranno 4mila euro ciascuna) quello offerto dalla Professional Trust Company.

Il 25mo anniversario incoraggia statistiche e bilanci. Artissima è giovane anche come pubblico, considerato che il 75% dei visitatori ha meno di 50 anni. Il 47% del suo pubblico, inoltre, non è torinese. Quanto alla storia, in un quarto di secolo vi hanno esposto 1.394 gallerie, 946 straniere e 448 italiane. Il presente porta invece, tra l’altro, un ottimo catalogo digitale accessibile al sito www.artissima.art.

Il primo catalogo di Artissima, nel 1994, venne pubblicato da Umberto Allemandi. Era cartaceo, ma totalmente innovativo: il criterio di elencazione era basato sugli artisti (tra cui un certo Cattelan M.) e per la prima volta (e ultima, purtroppo) si infrangeva un tabù, con la pubblicazione di molti prezzi delle opere in mostra.

Franco Fanelli, da Il Giornale dell'Arte numero 390, ottobre 2018


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