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Mostre

Mike Nelson in arrivo al binario 1

Un’installazione dell’artista britannico pensata per le Ogr

Mike Nelson «Triple Bluff Canyon» (2004). Foto: 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, Londra; Neugerriemschneider, Berlin

Torino. Un’installazione ambientale di Mike Nelson dal primo novembre al 3 febbraio cambia il volto del binario 1 delle Ogr-Officine Grandi Riparazioni di Torino. L’artista britannico (1967) interviene nello spazio dell’intera navata, con una serie di sculture inedite realizzate attraverso la selezione di oggetti, manipolati e disposti nello spazio in un unico gesto scultoreo, che trasforma radicalmente lo spazio espositivo.

Gli ambienti creati da Nelson, mai del tutto riconoscibili, creano enigmi e sprofondano chi li attraversa in una dimensione di sogno, in mondi paralleli, che aprono varchi all’interno dello spazio. Nel visitatore che li attraversa un senso di abbandono e desolazione si fonde con una certa familiarità, che rende l’atmosfera ancora più ambigua e misteriosa. L’installazione di larga scala immerge il visitatore in un ambiente articolato secondo una struttura narrativa che affiora da una serie di oggetti scelti perché, imbevuti di un passato e portatori di una storia, diventano immediati riferimenti culturali.

Attingendo al contesto architettonico e all’identità storica del luogo (come ha fatto prima di lui William Kentridge con la scultura nel cortile) Nelson ha deciso di misurarsi con il passato industriale delle Ogr, legato alla produzione e manutenzione dei treni, scegliendo di lavorare sul tema, a lui caro, del viaggio, esplorato nella sua accezione più concreta, legata alla mobilità, all’atto fisico di spostarsi da un posto a un altro. Nelson ha rappresentato la Gran Bretagna alla 54ma Biennale di Venezia, è stato nominato due volte per il Turner Prize, e il suo lavoro è stato presentato in mostre collettive e personali, tra le altre, alla Tate, al Moderna Museet, al Palais de Tokyo e al MoMA PS1.

È noto al pubblico torinese per la sua ultima mostra nella Galleria Franco Noero, che lo rappresenta, dove con «Cloak of rags» (2017) ha trasferito negli spazi della galleria elementi prelevati da una sede bancaria di Monaco, macerie dell’edificio in stato di abbandono, resi nel pigmento blu oltremare. Frugare alla ricerca di macerie e oggetti abbandonati, riconoscere loro un’intelligenza comunicativa e restituirli con un valore rigenerato è una costante nel lavoro di Nelson.

Mariacarla Molè, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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