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Giorno per giorno nell'arte | 7 novembre 2018

L'Archeologico Nazionale di Napoli apre ai clochard | I 26 anni di ritardo del Mose | Atene città innovativa | La giornata in 12 notizie

La facciata del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il Mann aprirà ai clochard. Colpito dall'episodio della morte di un clochard poco distante dall'entrata del museo, il direttore dell'archeologico di Napoli Paolo Giulierini si attiva per coinvolgere i senzatetto in iniziative da svolgersi nei quattro nuovi locali, adiacenti ai portici dove trovano rifugio per la notte, che il museo da tempo ha chiesto al Comune di poter gestire. [la Repubblica]

Tutti i ritardi del Mose. Il recente allagamento della Basilica di San Marco a Venezia ha fatto riprendere la discussione sul Mose e sulla sua messa in funzione: il problema non è la mancanza dei fondi, già stanziati, bensì i ritardi dei lavori, che dovrebbero giungere finalmente a conclusione nel 2021, con ben 26 anni di ritardo rispetto al progetto iniziale. [La Stampa]

Il centro dell'innovazione europea è Atene. Chi ha di Atene un'immagine di capitale legata alle antichità e al suo glorioso passato dovrà ricredersi: ha infatti battuto Aarhus, Amburgo, Lovanio, Tolosa e Umeå vincendo il concorso, finanziato da Horizon con un milione di euro, per individuare la Capitale europea dell'innovazione 2018. [Corriere della Sera]

A Stoccolma piacciono i colori vivaci. Dopo cinque anni di lavori di ristrutturazione il 13 ottobre ha riaperto a Stoccolma l'imponente palazzo sede del Museo Storico Nazionale. A sorprendere nel nuovo allestimento sono i toni forti dati agli ambienti, in contrasto con i decori di colonne in marmo e sculture antiche risalenti a 150 anni fa. [Le Figaro]

La rampa più ingegnosa del mondo. Gli archeologi a Gaza hanno trovato prove dell'esistenza di un meccanismo sorprendentemente sofisticato per l'epoca, che probabilmente è stato usato per costruire le grandi piramidi, in un tempo in cui le macchine per sollevare le pietre in verticale non erano ancora state inventate. [The Times]

Un nuovo museo egiziano vuole la Stele di Rosetta.
Il direttore del nuovo Grande museo egiziano di Giza, Tarek Tawfik, torna a chiedere il ritorno della Stele di Rosetta dall'Inghilterra all'Egitto. Dal British Museum di Londra, dove è conservata da più di 200 anni, fanno sapere che non è giunta nessuna richiesta ufficiale. [The Daily Telegraph]

So long, MJ Long. Il «Times» dedica una pagina alla commemorazione di Mary Jane Long, conosciuta come MJ Long, architetto statunitense che ha progettato alcuni dei più importanti edifici pubblici inglesi, dalla British Library di Londra (assieme al marito Colin St. John Wilson), al National Maritime Museum in Cornovaglia, scomparsa il 3 settembre a 79 anni. [The Times]

Una scelta impopolare. Il senatore alla Cultura di Berlino Klaus Lederer si è espresso negativamente in merito alla ricostruzione della Cattedrale di St. Hedwig, un'idea dell'architetto Hans Schwippert per riabilitare l'edificio, che sorge sulle ossa degli oppositori al nazismo, e farne un memoriale per la pace (costo dell'operazione: 60 milioni di euro). [Frankfurter AZ]

In ricordo di Vittorio Fagone. Alla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti dalle ore 16 di oggi si tiene una tavola rotonda per ricordare Vittorio Fagone (Floridia, 1933 - Milano 2018), storico e critico dell’arte contemporanea, scomparso l’8 gennaio, direttore della Fondazione dal 2000 al 2007. Sulla sua eredità di studioso e organizzatore culturale, con molte significative ricerche dedicate alla videoarte (ricordiamo «L’immagine video», 1990, e il fondamentale contributo su «Studio Azzurro»), al cinema d’artista e all’interazione fra media diversi sono stati invitati a riflettere Renato Barilli, Angela Madesani, Gabriele Mazzotta, Emanuele Montibeller e Ferdinando Scianna, tutte figure che con lui hanno intrattenuto rapporti di lavoro ma anche di amicizia. Coordina Paolo Bolpagni, attuale direttore della Fondazione. [Il Giornale dell'Arte]

Museo del Cinema, tutto da rifare. Non sono bastati due anni per trovare il sostituto di Alberto Barbera alla direzione del Museo del Cinema di Torino: l'uomo scelto dal comitato di gestione a inizio ottobre, Alessandro Moreschini, è stato costretto a rinunciare all'incarico per problemi con il Ministero dell'Istruzione che non gli ha concesso l'aspettativa necessaria per allontanarsi dalla Reggia di Venaria, della quale risulta dipendente. [Corriere della Sera; la Stampa]

Raccolte fondi per la Venezia del passato e quella del presente. A Venezia si segnalano due iniziative di crowdfunding in partenza in questi giorni: si tratta della campagna per salvare le immagini dell'archivio Cameraphoto, raccontata da «Repubblica», e del progetto «Autopsia di Venezia» per finanziare una mostra fotografica d'autore che illustrerà l'attuale situazione della città, di giorno soffocata dai turisti e di notte spopolata per l'esodo dei residenti. [la Repubblica; Ansa]

Giovani artisti ricordano la guerra dei bisnonni. In occasione delle celebrazioni per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, a Treviso il progetto «Vittorio Veneto» ha invitato 13 giovani artisti contemporanei, provenienti dai 12 paesi coinvolti nel conflitto, a creare altrettante opere sul tema della guerra. [Corriere della Sera]

Redazione, edizione online, 7 novembre 2018


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