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Mostre

«Microcosmi dove coltivare l'interiorità»

Sono i giardini di Isabella Gherardi, nella Ferme Ornée della Propriété Caillebotte

Una veduta della mostra con tre opere di Isabella Gherardi. © Isabella Gherardi

Isabella Gherardi si interessa alle serre e ai giardini botanici e da 25 anni viaggia per il mondo, tra Francia, Stati Uniti e Giappone, per fotografarli: «Il flusso vitale ininterrotto della natura che ritroviamo nel giardino, sostiene, è quello dell’artista». Perché serre e giardini? «Perché sono microcosmi dove coltivare l’interiorità», dice. I suoi lavori sono ora esposti nella mostra «Giardini interiori» che si tiene, fino al 2 dicembre, alla Ferme Ornée della Propriété Caillebotte, la bella dimora in stile inglese, a una ventina di chilometri nel Sud-est di Parigi, dove il pittore Gustave Caillebotte visse con la sua famiglia tra il 1860 e il 1879, aperta al pubblico nel 2017 dopo il restauro.

Nei giardini della Propriété, la Ferme Ornée accoglie dal 2009 il Centre d’Art et d’Expositions. È qui che Isabella Gherardi è stata invitata a esporre i suoi lavori, parallelamente a una selezione di foto della ricca e prestigiosa collezione di Gilman e González-Falla, allestita nella maison principale della Propriété Caillebotte nella mostra «La beauté des lignes» (sempre fino al 2 dicembre). In 40 anni, Sondra Gilman e il marito Celso González-Falla hanno riunito una collezione di più di 1.500 scatti di Man Ray, Robert Mapplethorpe, Nan Goldin o ancora Eugène Atget, Berenice Abbott e Walker Evans. Per Yerres ne hanno selezionate circa 120.

«Ho sempre amato Caillebotte, che ho imparato a conoscere meglio grazie alle parole di Federico Zeri, uno dei suoi primi estimatori», dice ancora Isabella Gherardi. I suoi lavori mescolano fotografia e disegno: «È un lavoro in due fasi. Prima visito il giardino o la serra e inizio a fotografarli con la mia Hasselblad. Ci ritorno più volte, anche in stagioni diverse. La seconda fase avviene nel mio studio, quando con l’aiuto del disegno realizzo immagini rarefatte, dove domina il silenzio». La stessa tecnica la Gherardi, che vive e lavora a Roma, l’aveva già utilizzata per la serie sul nudo femminile «Bilder», di alcuni anni fa, con l’intervento di disegno a china su sensuali scatti in bianco e nero.

La mostra di Yerres ruota intorno a un’opera in particolare, «Japanese Garden», un paravento in 4 pannelli (2 m x 4 m in tutto) che raffigura il giardino giapponese di Brooklyn. Un giardino «molto frequentato soprattutto tra aprile e maggio per la fiortura dei ciliegi. Io lo frequento da 25 anni e per me è fonte sempre di grandi emozioni». La Gherardi, che si ispira all’arte del Giappone, ha scelto qui un oggetto tipico della tradizione giapponese. Alcuni lavori nascono da foto scattate lo scorso anno nei giardini botanici del Bois de Boulogne, a Parigi, il Parc de Bagatelle e il Jardin des Serres d’Auteuil, iscritto alla lista dei monumenti storici di Francia. L’opera «Wild Pond» (2018) nasce invece da una visita, nell’autunno 2017, di un parco di San Francisco dalla vegetazione varia e rigogliosa.

Luana De Micco, edizione online, 9 novembre 2018


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